Non si placa la polemica politica dopo la frase in consiglio regionale del consigliere delegato Angelo Vaccarezza sullo storico Presidente della Repubblica Sandro Pertini.
Dopo gli attacchi del gruppo del Partito Democratico, di Alleanza Verdi e Sinistra e del comunicato congiunto firmato dall'Assopertini e dalle associazioni savonesi che fanno parte del Comitato Antifascista, anche il consigliere regionale di "Noi Moderati" Alessandro Bozzano ha puntato il dito contro un suo ex compagno di maggioranza. Considerando che comunque tra i due non scorre "buon sangue" e che la fuori uscita dal gruppo "Vince Liguria" è legata proprio alla scelta di affidare le deleghe a Vaccarezza e non ad un esponente del suo partito.
"Ho pensato, molto, in questi giorni difficili. Ho metabolizzato il pensiero di un collega, che ritengo tanto minuscolo quanto inconsistente in fatti e parole, del resto la sua storia parla per lui - dice Bozzano attaccando Vaccarezza - Ho assolto ad un obbligo, quello di rimanere fermo anche se il fuoco amico imperversava, violento e prepotente. Ribolliva nel mentre il sangue nelle vene e l’eterno dilemma tra l’andarsene e il rimanere. Ho scelto di rimanere in silenzio affinché esso, come un tuono parli per me".
"Ho sempre rispettato tutte le sensibilità democratiche perché lo ritengo giusto, doveroso. Ho cercato di abbozzare anche quando ciò meritava ben altro - ha continuato il Consigliere regionale- Ieri ho visto dileggiare il mio Presidente, Sandro Pertini, amico fraterno di mio nonno, il Presidente degli italiani. Ieri è stata calpestata la mia identità e questo ha determinato l’inizio di un percorso. Presidente ti chiedo scusa per il mio silenzio ma da oggi non ti deluderò".
Vaccarezza avrebbe dichiarato: "Farò una telefonata di scuse a Pertini". La frase sarebbe stata detta dopo la votazione sull'ordine del giorno per l'apposizione della medaglia d’oro sul gonfalone dell’ultima amministrazione italiana di Zara.
L'esponente forzista avrebbe infatti risposto fuori microfono alle opposizioni che gli avevano puntato il dito contro una sua frase proprio su Pertini e la sua presenza al funerale del Maresciallo, presidente jugoslavo Tito.