Un messaggio di scuse ma anche la rivendicazione ad avere il diritto alle proprie opinioni.
Il consigliere regionale delegato Angelo Vaccarezza ha voluto scusarsi dopo la frase detta martedì scorso in consiglio regionale sul presidente della Repubblica Sandro Pertini ma ha voluto specificare alcuni aspetti.
L'esponente di Forza Italia Vaccarezza aveva dichiarato: "Farò una telefonata di scuse a Pertini", con la frase che sarebbe stata detta dopo la votazione sull'ordine del giorno per l'apposizione della medaglia d’oro sul gonfalone dell’ultima amministrazione italiana di Zara.
Vaccarezza avrebbe infatti risposto fuori microfono alle opposizioni che gli avevano puntato il dito contro una sua frase proprio su Pertini e la presenza del Presidente più amato dagli Italiani al funerale del Maresciallo, presidente jugoslavo Tito.
"Alla fine di un dibattito in consiglio regionale molto acceso che è terminato con urla e accuse pesanti dai banchi della minoranza nei miei confronti, io ho sbottato con una frase di cui onestamente non sono orgoglioso e di cui non ho nessun problema a chiedere scusa. L'argomento era la richiesta di scuse verso il Presidente Pertini e io ho detto 'gli farò una telefonata', assolutamente una cosa che non mi rende onore" ha spiegato con un messaggio social sul suo profilo Facebook Vaccarezza.
"Sono un uomo, non uno di quelli che dice che non l'ho detta la frase, l'ho detta, ho sbagliato e chiedo scusa. Spesso si urla, si grida e qualche volta si dicono non solo da parte mia, da parte di tanti colleghi, frasi che sarebbe bene non dire - continua - A seguito di questa frase sono state chieste le mie dimissioni sia da segretario d'aula che da consigliere delegato. Per quanto riguarda il segretario d'aula la minoranza ben ricorda che sono stato eletto solo dalla maggioranza e se mi dirà che non avranno più fiducia in me io senza tanti problemi, darò le dimissioni. Per quello che riguarda il consigliere delegato la delega mi arriva dal presidente Bucci, se riterrà di togliermela ne ha il pieno diritto, lo ringrazio per avermi scelto e ritornerò a fare il lavoro che ho svolto fino ad oggi".
"Se ho sbagliato, ed ho sbagliato nella frase finale, rivendico il diritto alle mie opinioni, perchè siamo in democrazia, quella democrazia di cui spesso in tanti si vantano, che consente di avere la possibilità di giudicare in modo particolare l'azione politica di qualcuno e poterne dare un giudizio positivo o negativo. Ed io dò un giudizio profondamente negativo degli anni del dopoguerra in cui 350mila italiani sono stati accolti come se fossero dei traditori. Che gli infoibati, non solo quelli durante la guerra a cui si è data giustificazione, ma alla fine, quelli che sono finiti nelle foibe solo perchè erano italiani che non hanno avuto giustizia" precisa.
"Quel pezzo di storia d'Italia a me non è mai piaciuto. Quindi non condivido i protagonisti di quel pezzo di storia. Hanno fatto in modo che il Maresciallo Tito fosse insignito della più alta onorificenza della Repubblica italiana e che per un lungo periodo fosse descritto come una figura di cui l'Europa non potesse fare a meno, un fulgido esempio di democrazia - conclude Angelo Vaccarezza - Quindi ritengo, mio diritto, di criticare chi in quegli anni fu il protagonista, compreso l'allora Presidente Sandro Pertini che rispetto ai rapporti con l'allora Jugoslavia disse delle cose che io spero che la storia, che alla lunga mette apposto le cose, un giorno cambierà e dirà la verità. Non verrò mai meno alle mie idee e al mio diritto al dissenso nei confronti di chiunque e se io incontrassi una persona di sinistra e gli dicessi che giudizio dà dei sette anni di presidenza Pertini e del settennato del presidente Cossiga darebbe un giudizio profondamente diverso. Ecco, anche io".