Nel giorno in cui dovrebbero emergere i nomi e il numero delle società che hanno partecipato alla manifestazione d’interesse per il nuovo inceneritore in Liguria, è il consigliere regionale del Pd Roberto Arboscello a lanciare un monito e due richieste.
Non sarebbe infatti stata accantonata del tutto l’ipotesi di proposte per localizzare l’impianto in Val Bormida, territorio i cui Comuni nei mesi scorsi avevano espresso parere negativo. Parere che, peraltro, la Regione aveva indicato come criterio sul quale valutare la decisione.
“Sono allibito e sconcertato - afferma il consigliere dem - Pensavo che, alla luce del presupposto indicato nero su bianco dal presidente Marco Bucci, ovvero il parere favorevole del sindaco e dell’amministrazione del Comune interessato, non sarebbe arrivata alcuna manifestazione di interesse sulla Val Bormida”. Arboscello ricorda infatti come sia il sindaco di Cairo Montenotte, Paolo Lambertini, sia quello di Cengio, Francesco Dotta, avrebbero già espresso la propria contrarietà all’ipotesi di insediamento dell’impianto.
“È difficile comprendere perché gruppi industriali di grande portata decidano di presentare una proposta su un territorio dichiaratamente contrario - prosegue -. Le ipotesi sono due: o i ‘no’ espressi non sono stati ritenuti credibili, oppure qualcuno, politicamente, ha fatto intendere che l’impianto si potrà fare comunque”. Parole che chiamano in causa direttamente la dimensione politica della vicenda. “Se così fosse - aggiunge - le responsabilità sarebbero chiare e la Val Bormida saprà chi ha scelto di andare contro la volontà del territorio”.
Alla luce degli sviluppi attesi in queste ore, Arboscello rilancia anche sul piano sanitario e ambientale. “Ora a fronte di questi sviluppi - continua - diventa urgente avviare uno studio epidemiologico serio e approfondito per analizzare l’incidenza delle malattie e delle cause di morte in Valbormida e le eventuali correlazioni con i fattori ambientali presenti. Ho già depositato un ordine del giorno che va esattamente in questa direzione. Prima di immaginare un nuovo impianto, è indispensabile avere un quadro chiaro della situazione sanitaria e ambientale. La Val Bormida e i valbormidesi non devono ambire ad avere un territorio uguale a quello di oggi, ma migliore”.
Infine, Arboscello evidenzia come le eventuali manifestazioni di interesse riguardino un’area che, a suo dire, non sarebbe baricentrica e con diverse criticità: “Colpisce inoltre che le manifestazioni di interesse riguardino un’area non baricentrica, con evidenti criticità infrastrutturali e viarie, oltre che con amministrazioni comunali che hanno già espresso un diniego. Perché tutta questa determinazione nel voler localizzare l’impianto proprio qui? È una domanda che merita una risposta chiara e trasparente”.