Qualche cartello e uno slogan chiaro: "Prima la salute". Così il Coordinamento No Inceneritore ha ribadito la propria contrarietà all’ipotesi di realizzare un termovalorizzatore in Val Bormida, in occasione della visita del presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, alle funivie di Bragno.
Una mobilitazione compatta ha accolto l’arrivo del governatore, con l’obiettivo di riportare al centro del dibattito pubblico le criticità ambientali e sanitarie che, secondo il coordinamento, deriverebbero dalla costruzione dell’impianto. Durante la visita, una delegazione del movimento ha avuto un confronto diretto con il presidente, definito franco ma rispettoso. Al presidio hanno partecipato anche diversi sindaci del territorio e numerosi cittadini.
"È emersa una certa disponibilità all’ascolto e abbiamo potuto esprimere in modo chiaro e deciso il nostro totale dissenso rispetto alla realizzazione dell’impianto, spiegando le ragioni del nostro no. Si tratta di motivazioni di buon senso: un impianto di questo tipo aumenterebbe i livelli di inquinamento, che già oggi riteniamo non accettabili, e comporterebbe anche un incremento dei costi di gestione dei rifiuti".
Il coordinamento ha ribadito la propria proposta alternativa, puntando con decisione sull’incremento della raccolta differenziata, soprattutto nelle aree dove si produce la maggiore quantità di rifiuto indifferenziato.
"La nostra proposta è quella di ridurre ulteriormente l’indifferenziata, che nel nostro territorio supera già l’80%, intervenendo soprattutto nei luoghi dove viene prodotta in maggior quantità, in particolare nell’area metropolitana di Genova, da cui proviene il 70-80% del rifiuto indifferenziato destinato all’inceneritore. Chiediamo quindi uno sforzo collettivo: se Genova raggiungesse almeno il 65% di raccolta differenziata, come previsto dalle normative europee, verrebbero meno molte delle motivazioni alla base della costruzione dell’impianto".
"Ci è stato inoltre confermato che non è stata ancora presa alcuna decisione definitiva e che il consenso delle amministrazioni locali sarà determinante. Questo ci rassicura, anche perché tutta la Val Bormida, sia ligure sia piemontese, si è espressa contrariamente al progetto attraverso documenti ufficiali e delibere consiliari; anche il sindaco di Cairo ha formalizzato la propria opposizione - conclude il coordinamento - Continueremo quindi a vigilare affinché queste posizioni non cambino e siamo pronti a contestare eventuali sviluppi del progetto in ogni sede, sia tecnica sia legale".