Appuntamento alle 11 di questa mattina (25 febbraio) a Genova, nella sede di Anci Liguria, per i 32 Comuni liguri rimasti esclusi secondo la nuova classificazione della Legge Montagna.
Alla riunione, per la provincia di Savona, ci saranno i sindaci di Quiliano, Cisano, Ortovero, Vezzi Portio, Tovo San Giacomo, Zuccarello, Andora, Villanova, Albenga, Ceriale, Garlenda e Vado Ligure. L’incontro sarà l’occasione per fare il punto sui risultati ottenuti nel corso della riunione che si è svolta la settimana scorsa tra l’assessore regionale all’Agricoltura e Montagna Alessandro Piana, il suo staff e una delegazione di Anci Liguria e Uncem.
L’assessore Piana, dopo tale incontro, ha inviato al ministro Roberto Calderoli una nota ufficiale proponendo tre emendamenti chiave alla nuova classificazione della Legge Montagna.
Tutela delle Aree interne (SNAI)
Si richiede l'inserimento del criterio di confine con Comuni appartenenti alla stessa Area Interna. L'obiettivo è salvaguardare l'unitarietà dei distretti già riconosciuti dalla Strategia Nazionale per lo Sviluppo delle Aree Interne, evitando che all'interno dello stesso perimetro si creino disparità tra Comuni montani e Comuni esclusi.
Revisione del criterio di interclusività (70%)
Per risolvere casi paradossali — come quello del Comune di Ranzo (IM), attualmente escluso per pochissimi metri di confine — la Regione propone di modificare la dicitura "confinano esclusivamente" in "confinano prevalentemente". La soglia proposta per definire la prevalenza è fissata a una percentuale non inferiore al 70%.
Unitarietà delle Green Communities
Analogamente a quanto previsto per le aree SNAI, la proposta chiede di tutelare l'unitarietà territoriale dei Comuni che hanno sottoscritto Accordi territoriali nell'ambito delle Green Communities (PNRR), garantendo coerenza alle strategie comuni già avviate.L'iniziativa si inserisce nel solco dell'Articolo 174 del Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea, che promuove la coesione economica e sociale con particolare attenzione alle zone rurali e a quelle che soffrono di gravi svantaggi naturali o demografici.
“Se il ministro accetta la proposta Regione-Anci, che è ragionevole ed educata, la classificazione secondo questi criteri sarà valida per tutta l’Italia – afferma il direttore generale di Anci Liguria Pierluigi Vinai -. In presenza di un diritto consolidato che risale al 1952 (74 anni fa) crediamo che ci possano essere le condizioni per sviluppare una class action in capo ai Comuni che sono stati privati della classificazione montana. Saranno poi i sindaci e l’ufficio di presidenza di Anci a decidere”.
Resta comunque sul tavolo l’eventuale class action dei Comuni esclusi.