Economia - 26 febbraio 2026, 07:00

Abitudini digitali a rischio: come proteggersi online?

Le tue abitudini digitali sono a rischio? Scopri come social, password riutilizzate, aggiornamenti rimandati e gaming aumentano l’esposizione agli attacchi

Le abitudini digitali quotidiane che ci mettono a rischio senza che ce ne accorgiamo

Certi rischi informatici non si presentano con un avviso di sistema o con un messaggio allarmante. Arrivano mentre si gioca online, si condivide una foto, o si rimanda per l'ennesima volta l'aggiornamento del telefono.

Sono, infatti, proprio le abitudini quotidiane, quelle che sembrano più innocue, a trasformarsi spesso nei punti di accesso ai pericoli più concreti.

Condividere troppo online, senza pensarci

Condividere online la propria routine, il luogo di lavoro, i programmi di viaggio o perfino il nome dell’animale domestico è diventato un gesto abituale. Per un criminale informatico, però, questi dettagli hanno un grande valore strategico.

Molte password nascono ancora da combinazioni prevedibili di nomi, ricorrenze e date di nascita, e chi osserva con attenzione un profilo social può ricostruire credenziali con una facilità sorprendente.

L’eccesso di condivisione apre, inoltre, la strada ad attacchi di phishing sempre più mirati. I messaggi fraudolenti risultano, infatti, maggiormente credibili perché costruiti su informazioni reali, raccolte pubblicamente online e rielaborate per simulare un contatto autentico.

Password riutilizzate: una vulnerabilità sottovalutata

Il riutilizzo delle password resta uno dei punti più critici nella sicurezza personale. Impiegare la stessa chiave di accesso per email, servizi bancari o piattaforme di gioco espone a un effetto domino: basta una violazione per compromettere tutto il resto.

I dati lo confermano. Nel 2025 il 54% delle password compromesse era già comparso in precedenti fughe di dati, segnale di un ricorso esteso a credenziali vecchie e riutilizzate. In media, queste password rimangono nei database violati per tre o quattro anni, un periodo più che sufficiente perché vengano sfruttate in modo sistematico.

In Italia il quadro è ancora più indicativo. Nel 2025 la password più utilizzata risulta “admin”, una scelta che può essere individuata in pochi secondi attraverso comuni attacchi automatizzati.

Aggiornamenti rimandati, una falla prevedibile

"Lo faccio domani" è spesso la decisione più onerosa quando si parla di sicurezza informatica. Nel 2024 oltre il 90% degli attacchi ha sfruttato vulnerabilità già note, presenti in software non aggiornati. Ogni aggiornamento rimandato equivale a lasciare una finestra aperta in una casa che si presume sicura.

Il problema non riguarda solo il sistema operativo. Anche applicazioni, browser e programmi installati da tempo, compresi quelli usati di rado, possono diventare dei potenziali vettori di ingresso.

Un software che non viene mai aperto può comunque includere delle librerie condivise eseguite in background da altri processi, trasformandosi in un concreto punto debole che i malintenzionati possono sfruttare.

Gaming e mod, una superficie di attacco insospettabile

Il gaming online viene spesso percepito come un ambito marginale sul piano della sicurezza, ma i numeri raccontano altro. Scaricare mod da fonti non ufficiali, installare patch non verificate o cercare contenuti gratuiti su siti di terze parti espone a malware camuffati da file di gioco.

192.456 utenti hanno scaricato inconsapevolmente file infetti presentati come giochi o modifiche. Le conseguenze vanno dal furto di account e token di sessione all’installazione di software per il mining di criptovalute, fino a veri e propri attacchi ransomware.

Anche la rete utilizzata fa la differenza. Collegarsi tramite connessioni non protette può esporre l’indirizzo IP del giocatore, rendendolo vulnerabile ad attacchi DDoS capaci di interrompere la sessione o di compromettere temporaneamente l’utilizzo del dispositivo.

Abitudini da correggere fin da subito

Proteggere la propria vita digitale non richiede competenze tecniche avanzate. Bastano poche scelte concrete:

  • Usare password uniche per ogni account, gestite da un password manager affidabile.
  • Attivare l'autenticazione a due fattori ovunque sia possibile.
  • Installare gli aggiornamenti appena disponibili, senza rimandare.
  • Scaricare mod e contenuti di gioco solo da fonti ufficiali e verificate.
  • Leggere con attenzione i link ricevuti via email o SMS.

Tra le misure utili rientra anche l’uso di una VPN per il gaming. Oltre a mascherare l'indirizzo IP durante le sessioni di gioco, proteggendo dagli attacchi DDoS, crittografa il traffico della connessione e riduce il rischio di intercettazioni su reti Wi-Fi pubbliche o condivise.

La sicurezza digitale prende forma nei gesti di ogni giorno. Dalla cura con cui si gestiscono le password fino all’attenzione dedicata a un link ricevuto via email, ogni decisione incide in modo diretto sulla protezione dei propri dati.Le abitudini digitali quotidiane che ci mettono a rischio senza che ce ne accorgiamo

Certi rischi informatici non si presentano con un avviso di sistema o con un messaggio allarmante. Arrivano mentre si gioca online, si condivide una foto, o si rimanda per l'ennesima volta l'aggiornamento del telefono.

Sono, infatti, proprio le abitudini quotidiane, quelle che sembrano più innocue, a trasformarsi spesso nei punti di accesso ai pericoli più concreti.

Condividere troppo online, senza pensarci

Condividere online la propria routine, il luogo di lavoro, i programmi di viaggio o perfino il nome dell’animale domestico è diventato un gesto abituale. Per un criminale informatico, però, questi dettagli hanno un grande valore strategico.

Molte password nascono ancora da combinazioni prevedibili di nomi, ricorrenze e date di nascita, e chi osserva con attenzione un profilo social può ricostruire credenziali con una facilità sorprendente.

L’eccesso di condivisione apre, inoltre, la strada ad attacchi di phishing sempre più mirati. I messaggi fraudolenti risultano, infatti, maggiormente credibili perché costruiti su informazioni reali, raccolte pubblicamente online e rielaborate per simulare un contatto autentico.

Password riutilizzate: una vulnerabilità sottovalutata

Il riutilizzo delle password resta uno dei punti più critici nella sicurezza personale. Impiegare la stessa chiave di accesso per email, servizi bancari o piattaforme di gioco espone a un effetto domino: basta una violazione per compromettere tutto il resto.

I dati lo confermano. Nel 2025 il 54% delle password compromesse era già comparso in precedenti fughe di dati, segnale di un ricorso esteso a credenziali vecchie e riutilizzate. In media, queste password rimangono nei database violati per tre o quattro anni, un periodo più che sufficiente perché vengano sfruttate in modo sistematico.

In Italia il quadro è ancora più indicativo. Nel 2025 la password più utilizzata risulta “admin”, una scelta che può essere individuata in pochi secondi attraverso comuni attacchi automatizzati.

Aggiornamenti rimandati, una falla prevedibile

"Lo faccio domani" è spesso la decisione più onerosa quando si parla di sicurezza informatica. Nel 2024 oltre il 90% degli attacchi ha sfruttato vulnerabilità già note, presenti in software non aggiornati. Ogni aggiornamento rimandato equivale a lasciare una finestra aperta in una casa che si presume sicura.

Il problema non riguarda solo il sistema operativo. Anche applicazioni, browser e programmi installati da tempo, compresi quelli usati di rado, possono diventare dei potenziali vettori di ingresso.

Un software che non viene mai aperto può comunque includere delle librerie condivise eseguite in background da altri processi, trasformandosi in un concreto punto debole che i malintenzionati possono sfruttare.

Gaming e mod, una superficie di attacco insospettabile

Il gaming online viene spesso percepito come un ambito marginale sul piano della sicurezza, ma i numeri raccontano altro. Scaricare mod da fonti non ufficiali, installare patch non verificate o cercare contenuti gratuiti su siti di terze parti espone a malware camuffati da file di gioco.

192.456 utenti hanno scaricato inconsapevolmente file infetti presentati come giochi o modifiche. Le conseguenze vanno dal furto di account e token di sessione all’installazione di software per il mining di criptovalute, fino a veri e propri attacchi ransomware.

Anche la rete utilizzata fa la differenza. Collegarsi tramite connessioni non protette può esporre l’indirizzo IP del giocatore, rendendolo vulnerabile ad attacchi DDoS capaci di interrompere la sessione o di compromettere temporaneamente l’utilizzo del dispositivo.

Abitudini da correggere fin da subito

Proteggere la propria vita digitale non richiede competenze tecniche avanzate. Bastano poche scelte concrete:

  • Usare password uniche per ogni account, gestite da un password manager affidabile.
  • Attivare l'autenticazione a due fattori ovunque sia possibile.
  • Installare gli aggiornamenti appena disponibili, senza rimandare.
  • Scaricare mod e contenuti di gioco solo da fonti ufficiali e verificate.
  • Leggere con attenzione i link ricevuti via email o SMS.

Tra le misure utili rientra anche l’uso di una VPN per il gaming. Oltre a mascherare l'indirizzo IP durante le sessioni di gioco, proteggendo dagli attacchi DDoS, crittografa il traffico della connessione e riduce il rischio di intercettazioni su reti Wi-Fi pubbliche o condivise.

La sicurezza digitale prende forma nei gesti di ogni giorno. Dalla cura con cui si gestiscono le password fino all’attenzione dedicata a un link ricevuto via email, ogni decisione incide in modo diretto sulla protezione dei propri dati.