Attualità - 02 marzo 2026, 08:00

La Luna Piena del Verme illumina il cielo di marzo e annuncia la primavera

Nell’ultimo plenilunio dell’inverno il nostro satellite darà spettacolo il 3 marzo. Significati, riti e curiosità

Luna Piena del Verme, vista dal pittore Franco Gotta

L’ultima Luna piena dell’inverno è attesa il 3 marzo. È la Luna del Verme, nome che arriva dalla tradizione dei nativi americani che scandivano lo scorrere del tempo, dei mesi e delle stagioni, basandosi sul ciclo delle fasi lunari: in questo caso è un omaggio agli insetti che si preparano alla bella stagione.

Con il passare dei giorni, ci avviciniamo all’equinozio di primavera, che nel 2026 cade il 20 marzo, mentre tra il 28 e il 29 marzo tornerà l’ora legale, con il tramonto spostato di un’ora in avanti, così come le lancette dell’orologio. Quindi, giornate più lunghe per godersi di più la primavera e successivamente l’estate. L’ora legale resterà fino al 25 ottobre.

Perché Luna Piena del Verme

La Luna Piena del Verme di marzo si riferisce alle larve dei coleotteri che emergono dalla corteccia degli alberi con l’arrivo della primavera. In passato si riteneva che il nome di questo plenilunio fosse legato ai lombrichi, che a marzo iniziano a salire in superficie approfittando del terreno primaverile più morbido e caldo. Ma è anche un gioco di parole tra worm moon (luna del lombrico) e warm moon (luna tiepida), visto che le temperature si fanno sempre più miti.

Tuttavia, come spiegato da Almanac.com, il nome deriva proprio dalla fuoriuscita delle larve degli insetti dagli alberi. Lo rivelò il capitano dell’esercito americano Jonathan Carver, che nel 1760 visitò gli insediamenti di numerose tribù, in particolar modo dei Dakota.

L’appellativo Luna del lombrico, comunque, viene solo dalle tribù del sud. Infatti i lombrichi non esistevano nel Nord America: quelli che si trovano oggi in quelle terre sono specie invasive portate dai coloni per fertilizzare il suolo, o per caso in quanto si trovavano nelle piante trasportate, o perché presenti nel terreno usato come zavorra nelle navi. Le tribù del Nord, come quella dei Shawnee, chiamavano infatti questa luna Luna della linfa, per ricordare alle tribù che potevano iniziare a spillare lo sciroppo d’acero.

Altri nomi

I nomi alternativi dati dalle altre tribù di nativi americani sono legati al risveglio di alcuni animali, come le Lune dell’Aquila, dell’Oca e del Ritorno del Corvo rispettivamente di Algonchini, Cree e Ojibwe del Nord, oppure a specifici eventi stagionali. Il nome Luna Piena dello Zucchero degli Ojibwe, ad esempio, è dovuto al fluire della linfa zuccherina degli aceri; Luna del Vento Forte, dei Pueblo, si riferisce invece alle giornate ventose tipiche di questo periodo, mentre Luna degli Occhi Irritati, usato da tre tribù differenti (Dakota, Lakota e Assiniboine), si riferisce ai raggi solari “accecanti” riflessi dalla neve che si scioglie.

Gli anglosassoni la chiamavano “Storm Moon” (Luna della tempesta) se il tempo è brutto, perché vuol dire che i raccolti erano stati magri. Se invece è asciutto, la chiamavano “Rugg Moon” (Luna forte), indica che le messi erano abbondanti. In India, la Luna piena di marzo coincide con la festa di Holi, una festa sfrenata in cui le comunità indiane di tutto il mondo partecipano a una grande lotta con l’acqua.

Il plenilunio a occhio nudo si potrà vedere anche alcuni giorni prima o dopo il 3 marzo, quindi occhi al cielo queste notti.

Riti del plenilunio di marzo

Durante il plenilunio, si possono fare dei riti di purificazione ed energizzanti per liberarsi, alleggerire e lasciare andare ciò che non serve più. In questo periodo, è consigliabile fare le “pulizie di primavera” non solo in casa, ma anche nella nostra mente, facendo spazio per una ripartenza e eliminando la pesantezza dei mesi bui dell’inverno per accogliere nel modo migliore la parte luminosa dell’anno. Si possono scrivere i propri desideri in un quaderno, evitando l’utilizzo di negazioni, per poi ringraziare come se fossero già realizzati. Inoltre, si può creare il proprio mantra, una frase motivante che aiuti a eliminare cattive abitudini e automatismi mentali negativi.

Per ottenere una profonda purificazione degli ambienti, si può utilizzare la salvia, che ha proprietà antibatteriche e rilascia nell’aria una fragranza aromatica molto gradevole. Inoltre, un altro rito consigliato è fare un bagno purificatore molto caldo a lume di candela, con essenze e aromi come l’olio di gelsomino, qualche rametto di rosmarino e due cucchiai di sale.

Osservare la Luna Piena di marzo e partecipare ai suoi rituali significa onorare l’inizio di un nuovo ciclo, fatto di luce, crescita e speranza.

Silvia Gullino