Attualità - 04 marzo 2026, 07:10

Spotorno, sì alla riqualificazione dell'area sportiva e addio alle sei palazzine: via libera ai piani per la Rigenerazione Urbana della Serra

Si partirà dalla zona del campo "Siccardi", l'unica al momento con un soggetto attuatore. Cinque le osservazioni discusse rivedendo anche il destino di terrapieno, talassoterapia ed ex Beccaria

Si appresta a prendere via la trasformazione della porta di Ponente di Spotorno, dopo che il Consiglio comunale nella seduta dello scorso 2 marzo ha recepito e replicato alle osservazioni sul progetto di rigenerazione urbana, oltre ad accogliere il parere del tavolo tecnico provinciale per il quale l'opera non necessitava di essere assoggettata alla Valutazione Ambientale Strategica (VAS). Un passaggio formale che consente ora all’iter di entrare nella fase operativa.

Cinque sono state le osservazioni pervenute e che hanno portato ad alcune revisioni della progettualità contenuta nel percorso avviato nell’aprile 2025, il quale non subirà modifiche né per quanto concerne la perimetrazione degli interventi, né per la definizione dei sub-ambiti, che restano cinque.

Al momento, però, solo uno di questi sub-ambiti sembra destinato a concretizzarsi in un tempo più prossimo. «Ad oggi l’unico a cui diamo le gambe per camminare, perché abbiamo ricevuto una proposta accettabile e concreta, è quello riguardante l’area sportiva del campo “Siccardi” - ha spiegato il sindaco Mattia Fiorini -. Se in futuro arriveranno proposte progettuali anche per uno soltanto degli altri comparti, il percorso sarà lo stesso».

Il progetto prevede la riqualificazione completa del campo da calcio e delle strutture annesse al suo utilizzo come tale (quindi spogliatoi, spalti e torri faro) ma anche la risoluzione di criticità ben note e disagevoli, prima fra tutte l’allagamento del sottopasso causato dai rii minori che convogliano le acque piovane verso la provinciale. La rigenerazione includerà una progettazione esecutiva complessiva per ridurre il rischio di inondazioni, con la possibile realizzazione di un canale in affiancamento al rio tombato durante la costruzione del complesso Le Rondini. Previsti anche l’allargamento di via dei Pini, oggi troppo stretta perfino per i mezzi di soccorso, e la conversione del complesso “Al Porto” da residenza turistico-alberghiera a residenziale.

Per quanto invece concerne le altre aree di intervento, molto ha ruotato intorno al quel che resta dell’originario progetto della talassoterapia, di cui oggi rimane solamente uno scheletro in cemento armato. Per esso, grazie alle interlocuzioni con l’Opera Pia Siccardi-Berninzoni, recentemente interessata da un cambio di governance, sono state ampliate le possibili destinazioni d’uso includendo quelle a rsa o rp. Soluzione che consente inoltre, come ha ricordato il primo cittadino, di superare alcuni vincoli legati alla destinazione di Villa Zanardi.

Un riflesso ci sarà anche nella revisione del sub-ambito 5, costituito dal terreno comunale incolto tra il condominio “La Serra” e la porzione edificata a levante. Accogliendo in pieno un’osservazione praticamente trasversale e curata in particolar modo dal Wwf, l’Amministrazione ha eliminato la previsione dei sei blocchi residenziali inizialmente destinati alla “silver economy”, ritenendo coerente con lo spirito della rigenerazione urbana evitare nuovo consumo di suolo. «All’epoca quella destinazione era nata da un confronto con l’Opera Pia come forma di residenzialità legata alla talassoterapia - ha ricordato Fiorini - Oggi, avendo aperto altre strade, non c’è più la necessità di cooperare su quell’intervento». L’area resterà destinata a parco e verde pubblico, qualora si reperissero risorse o soggetti attuatori.

Per quanto invece concerne il terrapieno della Serra, sub-ambito 1, resta l’ipotesi di un porto a secco con servizi connessi, escludendo infrastrutture in mare per salvaguardare la prateria di posidonia.

Nel sub-ambito 2, ossia l’area ex Beccaria, proprietà dell’Opera Pia Siccardi-Berninzoni oggi in parte utilizzata come parcheggio in convenzione con gli albergatori e porta d’ingresso al paese, l’attenzione è rivolta al miglioramento estetico e funzionale: resta l’ipotesi di una struttura per la sosta con un massimo di due piani con scavo contenuto e copertura a parco urbano, oltre a una possibile struttura commerciale. «Non significa necessariamente un’attività di somministrazione di alimenti e bevande - ha voluto precisare il sindaco - ma potrebbe trattarsi di funzioni non in concorrenza con le attività esistenti, che si sono giustamente dette preoccupate, capaci di attrarre clientela anche in inverno».