Attualità - 05 marzo 2026, 07:15

Spotorno, ecco nero su bianco la rivoluzione del litorale con il 40% di spiagge libere. Il nuovo Pud nel dettaglio

Diminuiscono gli stabilimenti balneari, aumentano chioschi e libere attrezzate, due le spiagge per le strutture ricettive. Pubblicata la documentazione, ora spazio alle osservazioni

Prende sempre più corpo la svolta profonda avviata dal Comune di Spotorno verso le nuove gare per le concessioni balneari, dopo l’adozione del nuovo Piano di Utilizzo delle Aree Demaniali Marittime (PUD)

Un intervento che non si limita a ritoccare le percentuali di arenile nella loro destinazione, ma riscrive l’assetto complessivo della costa cittadina, allineandolo in modo rigoroso alla normativa regionale e nazionale, andando così a creare le condizioni per l’avvio delle nuove gare ventennali nel solco della direttiva Bolkestein e delle più recenti disposizioni legislative.

L’adozione del documento è arrivata lo scorso lunedì nel Consiglio Comunale tenutosi alla Sala Palace dove, oltre al dibattito e alle perplessità sollevate dai gruppi di minoranza non solo sulle modalità ma anche sulla gestione dei maggiori spazi liberi e l’impatto di un cambio di paradigma sul turismo e sul commercio locale, compresi quei concessionari che vedono gli attuali stabilimenti cancellati, c'è stata un’alta affluenza di balneari contrari da tempo a questa revisione.

La soglia del 40%

Il cuore della riforma è il raggiungimento della soglia minima del 40% di costa balneabile destinata a spiagge libere e libere attrezzate, come richiesto dall’articolo 11 bis della legge regionale 13/1999.

Se il precedente Piano datato 2010 si fermava al 18,78% di arenili pubblici sui 2.733,20 metri lineari di spiaggia spotornese, questa nuova configurazione porta la quota al 40,03%.

Una scelta di “iper-legalità”, come viene definita in ambienti tecnici: solo attraverso il rispetto di questa soglia, infatti, diventa possibile procedere al rilascio di nuove concessioni di lungo periodo, finora di fatto bloccate proprio dalla carenza di spazi pubblici.

Meno stabilimenti, più spiagge pubbliche

Il riequilibrio previsto comporta un ridimensionamento delle superfici in concessione privata. Gli stabilimenti balneari passano da 34 a 25, mentre il fronte mare occupato scende da 1.667 a 1.147 metri.

Parallelamente cresce in modo significativo l’offerta pubblica: le spiagge libere e libere attrezzate raddoppiano, passando complessivamente da 7 a 15 unità, di cui 8 completamente libere e 7 libere attrezzate. A queste si aggiungono 2 spiagge asservite ad attività ricettive, pensate per rafforzare l’offerta turistica durante tutto l’anno.

Scompaiono invece i 3 “bagni di beneficenza” attualmente presenti, mentre viene confermata l’area destinata alla Lega Navale Italiana, riclassificata come area per attività sportive e ricreative.

Spiagge libere o libere attrezzate: servizi essenziali 

Se per gli stabilimenti balneari l’impianto regolamentare del Piano si rifà, grosso modo, alle normative regionali e del codice della navigazione, qualche variante in più si trova per la gestione delle spiagge libere, per le quali il Pud definisce con chiarezza le regole di funzionamento.

In esse resta vietato il noleggio di lettini, ombrelloni e attrezzature balneari, per preservarne la natura di spazi completamente pubblici nei quali non è ammesso alcun tipo di sfruttamento economico legato alla balneazione. Sono ammessi esclusivamente servizi essenziali come raccolta differenziata, docce (per le quali, in assenza di collegamento fognario dovrà essere vietato l’uso di detergenti personali) e, dove possibile, servizi igienici.

Diversa è la configurazione delle spiagge libere attrezzate, che rappresentano un modello intermedio tra spiaggia libera e stabilimento balneare. I futuri concessionari dovranno farsi carico della pulizia quotidiana, della sorveglianza e del servizio di salvamento, oltre a rendere disponibili servizi igienici, docce, lavapiedi e un punto di primo soccorso. È inoltre richiesto un livello elevato di accessibilità: deve essere garantita la visitabilità degli impianti e l’effettiva possibilità di accesso al mare per le persone con disabilità, comprese carrozzine specifiche per l’ingresso in acqua.

I volumi delle strutture di servizio come chioschi, spogliatoi, magazzini e servizi igienici dovranno rispettare precise prescrizioni tecniche in particolare sulla superficie che andranno a occupare e dovranno essere di facile rimozione. Le attrezzature balneari offerte a pagamento, come ombrelloni o lettini, devono rispettare distanze minime tra le file e tra i singoli punti di ombreggio.

Più spazio ai chioschi

La riorganizzazione non riguarda solo la distribuzione delle spiagge. L’Amministrazione ha voluto in più occasioni ribadire il concetto di “attività commerciali” presenti sul territorio, che saranno nel complesso 41. In tal senso fondamentale, nell’interpretazione, quelle che sono le aree destinate ai chioschi bar – oltre alle libere attrezzate – le quali subiscono un significativo incremento, passando da poco più di 100 metri quadrati a circa 1.800 metri quadrati complessivi. Anche in questo caso le concessioni dovranno essere assegnate con procedure trasparenti e nel rispetto dei limiti dimensionali e tipologici fissati dal Piano.

Strutture leggere, massimo 20% di copertura e controlli annuali

Il nuovo documento introduce criteri edilizi stringenti per tutte le concessioni. I manufatti dovranno essere di facile rimozione, preferibilmente in legno e a basso impatto ambientale. La superficie coperta non potrà superare il 20% dell’area concessa e le pavimentazioni rimovibili non potranno eccedere il 15% della superficie libera residua.

Destagionalizzazione e apertura annuale

Tra le prescrizioni date e le possibilità concesse, viene delineato un chiaro quadro sul tempo delle aperture. La stagione balneare è quella fissata dalle norme regionali dal 1° maggio al 30 settembre, ma il Piano incentiva la destagionalizzazione: stabilimenti, spiagge attrezzate e chioschi potranno scegliere di aprire da aprile a fine ottobre o anche tutto l’anno, previa comunicazione al Comune.

Durante l’inverno le aree in concessione dovranno comunque essere rese liberamente fruibili, con smontaggio delle strutture di facile rimozione e obbligo di pulizia e manutenzione a carico dei concessionari.

Accessibilità, passeggiata "Kennedy" e continuità del fronte mare

Il Piano interviene in modo deciso anche sull’accessibilità pubblica. Gli accessi all’arenile dovranno rimanere sempre liberi e distare tra loro meno di 200 metri. È confermata la fascia di libero transito di tre metri lungo la battigia, senza ostacoli fissi o mobili.

Elemento considerato strategico in questa chiave è la previsione di un’area destinata al prolungamento della passeggiata pubblica “Lungomare J. F. Kennedy” verso ponente, fino alla copertura del rio Crovetto. L’intervento consentirà la continuità pedonale dell’intero fronte mare, oggi parzialmente limitata, favorendo una percorrenza pubblica integrale del litorale cittadino.