Sanità - 07 marzo 2026, 08:04

Case della Comunità nel savonese, incarichi a nove medici per rafforzare l’assistenza territoriale

Le strutture territoriali previste dalla riforma della sanità dovrebbero alleggerire ospedali e pronto soccorso, ma servono medici disponibili a coprire i turni

Novemedici per Case della Comunità della provincia per rafforzare i servizi sanitari di prossimità. L’Area sociosanitaria locale 2 (Asl2) ha infatti conferito una serie di incarichi di lavoro autonomo a professionisti che svolgeranno attività di assistenza primaria a prestazione oraria nelle strutture del territorio. 

La misura rientra nel nuovo modello di sanità territoriale, che punta a spostare sempre più il baricentro delle cure dall’ospedale al territorio e alleggerire i pronto soccorso. Le Case della Comunità sono pensate proprio come punti di riferimento sul territorio, dove trovare servizi sanitari e sociosanitari e ricevere una prima risposta ai bisogni di salute, ma uno dei punti cruciali è reperire medici che coprano i turni . 

Per quanto riguarda il territorio dell’Asl 2, il fabbisogno riguarda diverse strutture: le Case di Comunità hub (apertura 24 ore su 24 e 7 giorni su 7) principali di Savona, Finale Ligure, Albenga e Cairo Montenotte e le sedi spoke di Vado Ligure e Pietra Ligure (apertura 12 ore per 6 giorni su 7). Nel complesso servono oltre 280 ore settimanali di attività medica per garantire il funzionamento delle Case di Comunità e la presenza dei professionisti. 

Dalla procedura pubblica indetta a livello regionale, per il territorio del Savonese sono risultati idonei 37 candidati. La maggior parte di loro ha però rinunciato all’incarico: sono arrivate infatti 28 rinunce tra i medici non in pensione e una tra quelli in quiescenza. Alla fine hanno accettato in nove. Si tratta di Mauro Guidetti, Daniela Freccero, Pupo Abdoul Aziz Haidara, Elisa Garbarino, Federico Santoro, Monica Belloni, Flavia Guerrisi, Francesco Guglieri e Gianluigi Bocchio. 

Gli incarichi prevedono un impegno variabile tra le 6 e le 34 ore settimanali, e una durata massima di dodici mesi. I turni saranno assegnati dai direttori di distretto in base alle esigenze delle singole strutture. 

Redazione