In occasione della Giornata Internazionale della Donna, la Sala Rossa del palazzo comunale di Savona ha ospitato un incontro di profonda riflessione, organizzato dall’UDI (Unione Donne in Italia) di Savona. L’evento ha visto la partecipazione straordinaria di Antonio García, Presidente dell’associazione USEI APS (Unione di Solidarietà degli Ecuadoriani in Italia), invitato a offrire una prospettiva internazionale sul cammino dei diritti civili femminili.
I lavori sono stati aperti da Angelica Lubrano, Presidente dell’UDI di Savona, che ha introdotto un panel di relatrici d’eccezione, figure di spicco della cultura e della politica locale: Renata Rusca Zargar, blogger e scrittrice; Ana Bianchi, Segretaria Provinciale del PCI savonese; Marina Lombardi, già Sindaca e Presidente dell’Associazione Sandro Pertini di Stella.
L’intervento di Antonio García: l’Ecuador come pioniere del voto femminile
Nel suo contributo, García ha ripercorso la storia del suffragio in America Latina, rendendo omaggio alla figura leggendaria di Matilde Hidalgo de Procel. Medica, poetessa e attivista, Hidalgo de Procel non è stata solo la prima donna a laurearsi in medicina in Ecuador, ma ha segnato un primato continentale diventando, nel 1924, la prima donna a esercitare il diritto di voto in un’elezione nazionale in tutta l’America Latina.
García ha ricordato come il suo impatto sia stato tale da essere riconosciuto a livello globale (celebre il “Doodle” dedicatole da Google nel 2019 per il 130° anniversario della nascita) e come, nel 1941, sia stata anche la prima donna a ricoprire una carica elettiva nel suo Paese.
“Matilde Hidalgo non ha solo abbattuto le barriere accademiche,” ha sottolineato García, “ha sfidato l’intero sistema legale del 1924, sostenendo con fermezza che la Costituzione non poneva limiti di genere per il voto. La sua eredità è un faro per tutte le donne che oggi lottano per una democrazia realmente inclusiva, sia in Ecuador che nel resto del mondo.”
L’incontro si è concluso con un vivace dibattito che ha coinvolto attivamente il pubblico. I numerosi interventi hanno arricchito un pomeriggio di confronto, necessario per ribadire quanto la memoria storica sia lo strumento fondamentale per costruire un futuro di equità e solidarietà.