Politica - 10 marzo 2026, 12:27

Uno studio epidemiologico per la Val Bormida, approvati mozione e ordine del giorno condivisi dal Consiglio regionale

A dare impulso all'indagine sanitaria una mozione dei 5 Stelle e due ordini del giorno di Partito Democratico e Avs

La Val Bormida avrà uno studio epidemiologico, con dati che saranno resi pubblici e oggetto di confronto con il cittadini tramite un tavolo permanente con Arpal e Asl, come stabilito da una mozione e un ordine del giorno condivisi da maggioranza e opposizione. A dare impulso al  documento condiviso sono stati una mozione del Movimento 5 Stelle e due ordini del giorno di Partito Democratico e Avs su richieste del territorio valbormidese.

A questo risultato si è arrivati dopo un confronto in aula che ha comportato alcune modifiche alla mozione dei 5Stelle e ha riunito i due odg di Pd e Avs in un unico documento. I documenti sono stati sottoscritti anche dalla maggioranza.

Pur esistendo studi epidemiologici sul territorio valbomidese - in passato sede di industrie chimiche come Acna (con il sito di Cengio dichiarato Sito di Interesse Nazionale) ma anche Montedison o 3M - si tratta comunque di studi datati. Uno di questi, fatto nel 2018 si basava sui tassi di mortalità e di ricovero ricavati da dati del 20212-2013. e ora ci potrà essere uno studio scientifico aggiornato e documentato, con un'analisi  dell'andamento storico delle patologie più frequenti e l'indice di mortalità, risalendo alle cause. E' poi previsto che  venga creato un tavolo permanente di confronto con enti e rappresentanti dei cittadini.

“Questa mozione non nasce da un approccio ideologico né da contrapposizione pregiudiziale sul ciclo dei rifiuti – ha detto Stefano Giordano dei 5Stelle -  Questi studi, pur importanti non coprono l'ultimo decennio e  non restituiscono una fotografia aggiornata sullo stato di salute della Val Bormida”.

Per A PD e Avs la questione prescinde dall'eventuale realizzazione di un termovalorizzatore . “Chiedo di fare un esercizio di onestà intellettuale – ha detto Roberto Arboscello (Pd) – e sgomberare il campo dalla discussione sul termovalorizzatore e su chi c'era prima. Credo che il fine ultimo sia produrre un atto che possa essere idi grande utilità territorio della Val Bormida e dei valbormidesi”.

“Lo scorso 23 febbraio eravamo presenti presenti a Bragno – ha detto il consigliere Jan Casella rivolto al presidente Bucci - e abbiamo incontrato i comitati che lei, presidente Bucci,  ha ascoltato. Lei ha lavorato in Val Bormida e quindi sicuramente conosce bene il fatto che quasi in ogni famiglia c'è una storia di d olore legata a salute e inquinamento. Chiediamo lo studio epidemiologico come atto di giustizia alle donne e agli uomini valbormidesi”.

Nella sua risposta l'assessore Giacomo Giampedrone ha chiesto di separare  la questione dalla realizzazione del termovalorizzatore, proponendo un documento condiviso con l'impegno a realizzare lo  studio epidemiologico in val Bormida. “Oggi non c'è nessun tipo di progetto legato a questo  ordine del giorno – ha risposto Giampedrone – che ritengo è limitato : se facciamo un impianto in val d'Aveto o Valle Scrivia non facciamo indagine epidemiologica? Il tema della salute pubblica non può essere negoziabile e di parte. Se vogliamo fare una cosa importante e serie e serie dobbiamo dire che che impegniamo la giunta nel momento in cui ci sarà una localizzazione dell'impianto . Ora ci sono più progetti in aree diverse. La mia proposta è creare un documento di tutta l'aula che impegni giunta su qualsiasi ipotesi progettuale che si faccia in Liguria”.

Da parte dell'assessore alla sanità Massimo Nicolò il parere sullo studio epidemiologico ha trovato parere favorevole.  “Dal punto  di vista sanitario – ha spiegato Nicolò -  possiamo portare avanti l'indagine sanitaria, a prescindere da qualsiasi altra speculazione”. I documenti finali, rivisti in seguito alla discussione in aula, sono stati firmati anche dai gruppi di maggioranza che li hanno votati, sottolineando lo spirito di collaborazione del consiglio regionale per arrivare i documenti condivisi. Sullo studio epidemiologico.