Nel corso della seduta in programma la sera di martedì 10 marzo, il Consiglio comunale di Quiliano ha approvato, con voto unanime, un ordine del giorno di ferma contrarietà alla legge Calderoli e al successivo DPCM di esclusione del comune dai comuni montani.
L’ordine del giorno, presentato e sottoscritto dai gruppi consiliari “Progetto Comune” (maggioranza) e “Futura Quiliano” (minoranza), esprime la posizione unitaria di tutte le forze politiche rappresentate all’interno dell’assise cittadina, per la difesa e il mantenimento della qualifica di “comune montano” del comune di Quiliano, a seguito dell’attuazione della legge 12 settembre 2025, n. 121, unitamente all’indirizzo finalizzato alla presentazione di un ricorso innanzi al giudice amministrativo avverso il DPCM in cui è stata formalizzata proprio l’esclusione di questo comune.
Il Consiglio comunale ha infatti riscontrato che, con deliberazione motivata del consiglio dei ministri del 18 febbraio 2026, è stata autorizzata l’adozione del DPCM sui criteri di classificazione, nonostante il mancato raggiungimento dell’intesa in conferenza unificata. Nell’elenco allegato emerge l’esclusione del comune di Quiliano tra i comuni riconosciuti montani, mentre risultano inclusi comuni costieri della regione Liguria, quali Sanremo e Ventimiglia, nonché, in ambito provinciale, Pietra Ligure e Loano.
Nell’ordine del giorno viene evidenziato, tra l’altro, che il territorio del comune di Quiliano presenta caratteristiche geomorfologiche proprie dell’entroterra ligure, con ampie porzioni acclivi e pendenze rilevanti, oltre a una consolidata vocazione agricola e forestale. I suoi confini non toccano il mare. Il territorio comprende frazioni abitate: Cadibona, Montagna, Roviasca e borgate minori. Nella frazione di Cadibona di Quiliano è convenzionalmente situato il confine tra il sistema montuoso degli Appennini e quello delle Alpi (Colle di Cadibona / Valico). Oltretutto, il territorio comunale è attraversato per circa 13 km dall’Alta Via dei Monti Liguri, infrastruttura escursionistica regionale che testimonia l’inserimento strutturale del comune nel sistema montano ligure. Quiliano confina inoltre con tre comuni riconosciuti montani e con altri due parimenti esclusi, determinando una frammentazione amministrativa incoerente rispetto alla realtà geografica e socioeconomica dell’area.
Per queste ragioni, il Consiglio comunale ha deliberato, con voto unanime, di “porre in essere con la massima determinazione ogni iniziativa istituzionale, politica e amministrativa utile a ottenere il riconoscimento e il mantenimento della qualifica legale di comune montano per il comune di Quiliano nell’ambito dell’attuazione della legge 12 settembre 2025, n. 131”, di “promuovere o aderire a ricorsi giurisdizionali, anche in forma coordinata con altri comuni esclusi, avverso il DPCM recante la nuova classificazione dei comuni montani”, di “conferire mandato pieno al sindaco per la prosecuzione di ogni azione utile alla tutela degli interessi della comunità quilianese” e infine di “riferire periodicamente alla conferenza dei capigruppo e al consiglio comunale sull’evoluzione del procedimento e sulle iniziative intraprese”.
“L’esclusione di Quiliano dai comuni montani”, commenta l’assessore all’urbanistica Valtero Sparso, “deriva da criteri discutibili, che indicano requisiti la cui attuazione comporta, con bassissime percentuali di distacco, ad ogni fattispecie, il mancato raggiungimento da parte del nostro comune. Con il DPCM Calderoli, che contraddice le finalità della legge n. 131/2025, l’esclusione di Quiliano dai comuni montani comporta un concreto rischio di perdita di agevolazioni normative e contributive fondamentali per la tenuta del comparto agricolo e per la manutenzione del territorio, con ricadute dirette su occupazione, presidio ambientale e coesione sociale”.
“Dobbiamo assolutamente difendere”, aggiunge il capogruppo di maggioranza (“Progetto Comune”) Giacomo Minuto, “l’identità montana, la coerenza istituzionale e il diritto della comunità di Quiliano a non essere penalizzata da criteri che non rappresentano la sua reale condizione territoriale, economica e sociale. È necessario intervenire con il ricorso, come abbiamo già fatto contro il progetto del rigassificatore: sarà il giudice amministrativo ad esaminare il DPCM, che provvederemo ad impugnare, anche eventualmente con altri comuni esclusi, e a riscontrare i vizi di legittimità che hanno comportato l’esclusione palesemente ingiusta e contraddittoria di Quiliano dai comuni montani”.
“Riteniamo sia stato fondamentale lavorare da subito, tutti insieme, nell’interesse generale della nostra comunità,” sottolinea il capogruppo di minoranza (“Futura Quiliano”) Rodolfo Fersini. “Difendiamo i valori di montanità che, da sempre, contraddistinguono il territorio di Quiliano. Queste scelte compiute dal legislatore non corrispondono affatto alle caratteristiche di Quiliano, che da sempre è un comune montano. Siamo certi che il funzionario responsabile, geom. Alessandro Giaccardi, che già ha portato avanti con determinazione la pratica del ricorso contro il rigassificatore, saprà svolgere un eccellente lavoro per tutta la comunità quilianese”.
“La posizione unitaria espressa dai gruppi consiliari di maggioranza e minoranza, e dunque dalla totalità del Consiglio comunale”, conclude il sindaco Nicola Isetta, “rappresenta la piena condivisione di un percorso avviato durante le riunioni della conferenza dei capigruppo, relativamente alle problematiche emerse durante la fase attuativa della legge Calderoli. E non c’è dubbio sulla volontà del legislatore di penalizzare i comuni montani, privilegiando modalità irrazionali di calcolo, volte a favorire i comuni costieri e ad alta vocazione turistica, e penalizzando le realtà rurali, agricole, di entroterra, come nel caso di Quiliano. Ringrazio l’assessore Sparso e i capigruppo Minuto e Fersini, che garantiranno la piena compattezza della nostra comunità in questa nuova azione che ci apprestiamo a compiere con il ricorso al giudice amministrativo”.