Attualità - 12 marzo 2026, 13:13

Garlenda, la pro loco spegne 50 candeline: mezzo secolo di volontariato, tradizioni e comunità

Il sindaco Navone: "Una realtà che ci rende orgogliosi per il lavoro svolto, il contributo alla comunità e il supporto alle altre associazioni"

Cinquant’anni di attività al servizio del territorio, della cultura e della comunità. La pro loco di Garlenda ha celebrato il prestigioso traguardo del mezzo secolo di vita, riunendo cittadini, volontari, amministratori e rappresentanti delle associazioni locali.

Ad aprire l’incontro è stato il sindaco di Garlenda, Alessandro Navone, che ha voluto sottolineare il valore del lavoro svolto dall’associazione nel corso degli anni e come sia riuscita ad aggregare insieme volontari storici e giovani soci propositivi e attivi.

“La pro loco ha fatto davvero tanto in questi 50 anni. È un traguardo importante, che assume ancora più valore in un periodo in cui l’associazionismo vive una fase di difficoltà. Una realtà come la nostra pro loco ci rende assolutamente orgogliosi per tutto il lavoro che svolge, per come funziona, per quello che restituisce alla comunità e per il supporto che riesce a dare a tutte le altre associazioni di Garlenda”.

Navone ha poi evidenziato la forza della rete associativa del paese: “Oggi, grazie anche a chi mi ha preceduto e ha creduto fortemente nel volontariato, possiamo contare su più di 15 associazioni con sede sul territorio e un’altra decina che collaborano e partecipano alle iniziative della stagione di Garlenda. Una stagione ricca per un paese piccolo come il nostro, grazie all’attività delle associazioni, dalle più piccole alle più numerose e blasonate”.

Il primo cittadino ha quindi rivolto un ringraziamento speciale al direttivo e a tutti i volontari: “Voglio ringraziare tutti i volontari per ciò che fanno. Dedicare tempo al volontariato e avere come obiettivo la valorizzazione di Garlenda non è affatto scontato. Questa è una pro loco che funziona molto bene, gestisce spazi importanti e rappresenta un punto di riferimento per i cittadini, per le altre associazioni e per le attività commerciali”.

Nel corso della serata è intervenuto anche il presidente della pro loco, Matteo Giacomo Romano Luraghi, che ha ricordato il significato profondo dell’associazione:

“È per noi una grande gioia vedere così tante persone riunite qui per condividere un momento di festa, incontro e valorizzazione della comunità”.

“La pro loco nasce proprio con questo spirito – ha proseguito il presidente Matteo Giacomo Romano Luraghi – per promuovere il nostro territorio, le nostre tradizioni e la nostra cultura, creando occasioni di socialità che rafforzino il senso di appartenenza alla nostra realtà”.

La ricorrenza del cinquantesimo anniversario è stata anche un’occasione per ricordare la storia dell’associazione e le persone che l’hanno costruita nel tempo: dai soci fondatori ai presidenti che si sono succeduti alla guida del sodalizio, fino ai volontari che ancora oggi ne portano avanti l’impegno.

I soci fondatori sono stati: Bernardo Ardoino, Valter Barbera, Giovanni Cappato, Francesco Ciccione, Enrico Gagliolo, Giuseppe Gamba, Ilario Grana, Dino Morando e la moglie Maria Luisa Peirano, Walter Pastorelli, Franco Rainaldi, Domenico Romano, Gianfranco Simone.

I presidenti della pro loco che si sono succeduti in questi 50 anni di attività sono stati: Ugo Barbera, Giancarlo Tassistro, Ginetto Pastorelli, Antonio Pincin, Massimo Zanelli, Fabrizio Amerio, Francesco Cappato, Andrea Marmentini, Matteo Giacomo Romano Luraghi.

Le segretarie: Malvina Grana e Marialuisa Ciccione.

Nel corso degli anni la pro loco ha collaborato con il Comune e con i sindaci di Garlenda: Domenico Romano, Eugenio Navone, Dario Braggio, Silvia Pittoli, Alessandro Navone.

L’attuale consiglio direttivo della pro loco di Garlenda APS è formato dal presidente Matteo Giacomo Romano Luraghi, dal vicepresidente Giancarlo Tassistro e dai consiglieri Rosanna Canova, Martina Cappato, Christian Gallizia, Silvio Anselmo, Alessio Barducchi, Sybille Hahn Dango, Patrizia Migliorini e Igor Odetto.

Redazione