Cronaca - 14 marzo 2026, 11:39

Cane sequestrato dalle guardie zoofile di Stop Animal Crimes a Carcare: restituito al proprietario (FOTO)

Secondo caso di archiviazione, l’associazione chiede un incontro con la Procura

Le guardie zoofile di Stop Animal Crimes Italia, ente nazionale di denuncia degli illeciti contro gli animali e l’ambiente, avevano eseguito il sequestro di un cane che viveva in un terreno aperto sotto un viadotto e aveva deferito il proprietario alla Procura di Savona per il reato di abbandono e maltrattamento animali oltre per resistenza a pubblico ufficiale per "l’atteggiamento scontroso nei confronti dei pubblici ufficiali volontari".

Il cane era stato sottoposto a visita veterinaria che aveva messo in evidenza una tosse evidentemente cagionata dal tipo di detenzione al freddo.

Qualche giorno fa i Carabinieri Forestali sono andati dalle volontaria che custodiva il cane accompagnati dal proprietario del cane al quale lo hanno riconsegnato; il motivo è che le indagini disposte dalla Procura delegate ai Carabinieri Forestali e ASL anziché alle guardie zoofile operanti il sequestro, hanno portato a ritenere infondata la notizia di reato delle guardie zoofile stesse.

"L’Associazione, allo scopo di capire le motivazioni dell’archiviazione del procedimento penale che hanno portato al dissequestro e restituzione del cane, ha chiesto un incontro con la Procura medesima, anche per sensibilizzare l’Autorità Giudiziaria su quello che secondo una moderna e attuale concezione di benessere animale ovvero del riconoscimento del cane quale essere senziente è il reato di isolamento etologico del cane. Sono infatti migliaia i cani che vivono isolati in balconi, terrazze, orti e terreni, privati degli affetti di cui la specie necessita (animali d’affezione non per caso), relegati invece ad una vita in solitudine a fare da guardia alla proprietà e basta - spiegano da Stop Animal Crimes Italia - Un incontro per sensibilizzare sul riconoscimento non solo dell’isolamento etologico come indiscutibile reato di abbandono e maltrattamento animali ma anche riconoscimento di un altro aspetto, da cui dipende l’esito di centinaia di procedimenti penali (non solo di questo) ovvero del ruolo della polizia giudiziaria (Carabinieri, Polizia Locale, Polizia di Stato, incluse le Guardie Zoofile) che - secondo una moderna concezione normativa, consolidata giurisprudenza e Circolari - ha il potere (tutta la Polizia Giudiziaria nessuna esclusa!) di accertare il reato maltrattamento sulla base - dice la Corte di Cassazione - del 'patrimonio di comune esperienza', senza quindi la presenza di veterinari, ne tantomeno veterinari ASL che in quanto organo meramente burocratico e dedito agli allevamenti zootecnici non ha comprovate competenze sul benessere animale (sia da reddito che soprattutto da compagnia); infatti, secondo il quadro giuridico attuale fatto soprattutto di sentenze della Corte di Cassazione, il maltrattamento animale non è solo provocare una lesione fisica ma anche e soprattutto la mera sofferenza intesa come patimento e afflizione per condotte che incidono sulla loro sensibilità come anche solo indifferenza, incuria e trascuratezza".
"Nell’incontro con la Procura, che speriamo avvenga presto e porti cambiamenti costruttivi a tutela degli animali, l’Associazione farà suo malgrado anche presente un clima non proprio sereno con gli Organi di controllo istituzionalmente preposti - conclude l'associazione - Non vogliamo altro che, nel rispetto delle leggi dello Stato e direttive europee e internazionali, al cane - animale per natura e genetica sociale - venga assicurata una vita all’interno di un gruppo sociale, sia umana che di conspecifici, assumendo un ruolo all’interno del gruppo, in cui le relazioni siano condivise e reciproche".


   

 

Redazione