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Attualità | 14 marzo 2026, 07:30

Rigassificatore, la nave continuerà ad operare a Piombino: la proroga del Governo

Prorogato il termine nel testo aggiornato al Dl Infrastrutture pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale

Rigassificatore, la nave continuerà ad operare a Piombino: la proroga del Governo

La nave rigassificatrice Italis Lng continuerà ad operare nel porto di Piombino.

Nel Decreto Legge dell'11 marzo, numero 32, "Disposizioni urgenti in materia di commissari straordinari e concessioni", articolo 9

" U

lteriori disposizioni urgenti in materia di commissariamenti per  la

 realizzazione di interventi infrastrutturali", pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, è stata prorogata l’autorizzazione ai rigassificatori in esercizio, oltre il 31 dicembre del 2026.

"Allo scopo di assicurare la continuità degli approvvigionamenti funzionali alla sicurezza energetica nazionale, gli impianti di rigassificazione di gas naturale liquefatto in esercizio sulla base di autorizzazione alla costruzione e all’esercizio, in scadenza entro il 31 dicembre 2026 e per i quali, alla data del 30 giugno 2026, sia stata presentata un’istanza di rinnovo, proroga o nuova autorizzazione, anche in altro sito, continuano a operare sulla base dell’originaria autorizzazione e dei correlati atti di assenso, ivi compresa l’autorizzazione integrata ambientale, fino alla conclusione del procedimento di rinnovo, proroga o nuova autorizzazione" viene spiegato nel testo.

Il gestore Snam aveva presentato al Ministero un'istanza di riesame dell'Autorizzazione Integrale Ambientale (AIA) rilasciata nel maggio 2023 per la proroga dello stazionamento del rigassificatore nel porto toscano. 

Il Dicastero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica il 21 gennaio aveva così comunicato l'avvio del procedimento amministrativo.

L'autorizzazione ambientale attualmente in vigore scadrà il 3 luglio 2026, esattamente tre anni dopo l'entrata in esercizio dell'impianto. Il Ministero aveva quindi voluto chiarire fin da subito che, qualora alla data di scadenza non dovesse esistere un provvedimento che autorizzi la permanenza della FSRU nella sua attuale collocazione a Piombino, il procedimento di riesame verrà archiviato senza possibilità di recuperare gli oneri già versati, venendo meno i presupposti stessi per il rilascio dell'autorizzazione.

Con il decreto legge quindi la nave, ex Golar Tundra, continuerà la sua attività nell'area portuale  del comune toscano. 

"Qualora sia prevista la realizzazione di opere per il mantenimento ovvero l’esercizio degli impianti di cui al primo periodo in altro sito, l’efficacia dell’autorizzazione originaria e dei correlati atti di assenso, ivi compresa l’autorizzazione integrata ambientale, è prorogata sino all’ultimazione delle opere medesime, fermi restando gli adempimenti di cui al decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, n. 151 e al decreto legislativo 26 giugno 2015, n. 105" viene puntualizzato nel testo del decreto.

Sembra così tramontata definitivamente l'ipotesi dello spostamento a 4 km dalla costa di Vado Ligure e a 2.9 km da Savona dopo anche il diniego del presidente della Regione Marco Bucci e le dichiarazioni del Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin.

Contrari alla decisione sia il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, commissario all'infrastruttura, il sindaco di Piombino Francesco Ferrari e il Partito Democratico del comune toscano.

"Se con il decreto è stato prolungato ciò che riguarda l'autorizzazione del rigassificatore di Piombino, questa volta io quelle dieci opere di compensazione per il territorio le voglio, altrimenti non firmo" ha detto perentorio il Governatore.

"Il colpo di mano del Governo Meloni che con il decreto Infrastrutture ha prorogato il rigassificatore di Piombino, senza alcuna concertazione con il territorio e senza alcuna compensazione per famiglie ed imprese, è uno schiaffo alla città e la palese delegittimazione del sindaco e coordinatore locale di Fdi Francesco Ferrari - dicono dall'unione comunale dei dem di Piombino - Il fallimento del primo cittadino è ormai definitivo: non solo il governo lo ha umiliato calpestando ogni sua richiesta sullo spostamento del rigassificatore ma ha addirittura penalizzato la popolazione non mantenendo le promesse sui benefici per la città. A questo punto delle due l’una: o Francesco Ferrari era consapevole di tutto e ha scientemente preso in giro i suoi cittadini oppure, usando un po’ di coraggio, dovrebbe trarre inevitabili conclusioni politiche e istituzionali, per salvaguardare la sua dignità e l'intera comunità di Piombino".

"È necessario essere precisi: si tratta di una proroga di natura tecnica, pensata per garantire la continuità operativa del rigassificatore nell’attesa che venga assunta una scelta conclusiva sul suo futuro. Questo meccanismo è legato alla prosecuzione dell’esercizio fino alla definizione delle procedure autorizzative che possono essere di proroga temporanea, di rinnovo dell'autorizzazione o di collocazione in altro luogo del rigassificatore. È inoltre evidente come una decisione di questo tipo arrivi in un contesto internazionale estremamente delicato, nel quale la sicurezza degli approvvigionamenti energetici è tornata al centro delle scelte dei governi europei - le parole del primo cittadino - Detto questo, la posizione di questa Amministrazione non cambia. Abbiamo sempre espresso la nostra contrarietà alla presenza del rigassificatore nel porto di Piombino e continuiamo a ritenere che la sua permanenza rappresenti un elemento di preoccupazione per la sicurezza della comunità e per l’equilibrio del porto. Qualora, in un’ipotesi che auspichiamo non si concretizzi, l’impianto dovesse rimanere, il Comune continuerà a svolgere fino in fondo il proprio ruolo istituzionale: vigilare con la massima attenzione sul rispetto delle norme e delle condizioni di sicurezza, a tutela della città e dei suoi cittadini, indipendentemente dalle decisioni che il Governo riterrà di assumere".

Luciano Parodi

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