A Calizzano ci sono storie che non hanno bisogno di essere cercate: basta sedersi, ascoltare e lasciarle affiorare. Quella del dottor Roberto Oddone è una di queste. Nato il 17 marzo 1936 nel paese dell'Alta Valle da mamma Ina e papà Attilio, ha festeggiato novant’anni come si celebrano i traguardi autentici, con la comunità intorno e lo sguardo rivolto al passato — ma solo per ricordare quanta strada è stata fatta.
Il Circolo fotografico del paese, di cui è socio più anziano e uno dei pilastri, gli ha dedicato una festa semplice e sincera mercoledì 18 marzo alle 21 nei locali dell'associazione stessa, alla quale ha preso parte anche il sindaco Pierangelo Olivieri. Non solo per l’età, ma per ciò che rappresenta: memoria viva, sguardo instancabile, presenza costante. Perché Oddone non è soltanto un testimone del tempo, è uno di quelli che il tempo lo ha saputo fermare, fotogramma dopo fotogramma.
Il suo archivio fotografico è il più grande di Calizzano. Una raccolta che attraversa quasi un secolo, dagli anni '30 fino a oggi: un patrimonio di volti, strade, stagioni e trasformazioni. Un racconto visivo che inizia ancora prima di lui, quando era suo padre a impugnare la macchina fotografica. Poi il passaggio naturale, quasi inevitabile: Roberto comincia a scattare a quindici anni — forse anche prima — e non ha mai smesso. Settantacinque anni di fotografia, una vita intera narrata attraverso l’obiettivo.
Nel frattempo, la vita lo porta altrove, senza mai allontanarlo davvero da quella passione. Farmacista di professione, uomo di scienza e precisione, ma anche collaboratore della Ferrania, dove le sue competenze fotografiche trovano spazio e riconoscimento. Due mondi, quello della chimica e quello dell’immagine, che si incontrano e si completano.
Le sue radici affondano in una storia familiare altrettanto significativa. Negli anni Trenta, i genitori costruiscono l’albergo Impero, poi diventato Miramonti nel dopoguerra, ceduto alla fine degli anni '80. Un luogo che, come le sue fotografie, ha visto passare generazioni, raccontando in silenzio l’evoluzione di un paese.
Oggi, a novant’anni, Oddone è ancora lì: attivo, lucido, “arzillo”, come si dice con affetto. Con la stessa curiosità di sempre, con lo stesso gesto familiare di chi sa aspettare la luce giusta. Non è solo il socio più anziano del circolo: è una presenza che tiene insieme passato e presente, un punto di riferimento umano prima ancora che fotografico.
Nel suo archivio non ci sono solo immagini. C’è Calizzano. E forse anche qualcosa di più: la dimostrazione che il tempo, se osservato con attenzione, può diventare racconto. E che esistono persone che, senza far rumore, riescono a custodirlo meglio di chiunque altro.