Una serata di emozioni, ricordi e solidarietà ha accompagnato l’evento “A cena con Fabrizio Ravanelli”, organizzato dallo Juventus Club Pietra Ligure, che ha ufficialmente intitolato il proprio sodalizio all’ex attaccante bianconero. Un riconoscimento sentito, suggellato dalla presenza di uno dei simboli della Juventus degli anni d’oro, capace ancora oggi di accendere l’entusiasmo dei tifosi.
“Penna Bianca” ha accolto con grande partecipazione l’omaggio ricevuto: “Sono molto orgoglioso: significa che, anche dopo tanti anni, addirittura a trent’anni dalla Champions, il mio ricordo è rimasto indelebile nella mente e nel cuore dei tifosi”.
La serata, svoltasi nella cornice del Ristorante Bosio a Bardino Nuovo, ha avuto anche una finalità benefica: parte del ricavato sarà infatti devoluto all’Associazione “Il Sorriso di Benedetta ODV” e sarà devoluto al Reparto di Cardiochirurgia e Cardiologia, denominato, “AREA CUORE”, dell’Istituto Pediatrico Giannina Gaslini di Genova e servirà per l’acquisto di preziosi quanto sofisticati strumenti chirurgici indispensabili per garantire i migliori risultati e le migliori performance durante i complicati e delicati interventi di cardiochirurgia pediatrica.
Nel ripercorrere la propria esperienza in bianconero, Ravanelli ha ribadito il suo rapporto con la Vecchia Signora: “La Juventus per me è la vita. È stata una palestra di vita e lo è ancora oggi: mi ha insegnato tantissimo”.
Guardando all’attualità, l’ex attaccante vede segnali incoraggianti nella squadra, nonostante un avvio complicato. L’arrivo di Luciano Spalletti, a suo giudizio, ha portato nuova solidità e prospettiva: la Juventus starebbe costruendo basi concrete per il futuro, mostrando già tratti di un calcio tra i migliori in Italia. L’obiettivo qualificazione alla Champions appare alla portata, ma soprattutto si intravede l’inizio di un possibile ciclo vincente.
Ravanelli ha individuato però anche le lacune che hanno frenato la squadra: “É mancata un po’ di personalità, esperienza e leadership. Elementi che in tutte le Juventus vincenti ci sono sempre stati”. A ciò si aggiungono difficoltà sia in fase difensiva sia sotto porta, con una produzione offensiva non sempre tradotta in risultati concreti. “Bisogna colmare il gap con l’Inter, che oggi è in testa - ha sottolineato “Penna Bianca” - Però credo che con Spalletti ci sia l’allenatore giusto per ricostruire una Juve vincente. E con dirigenti come Comolli e Giorgio Chiellini si può aprire un nuovo ciclo importante, anche a livello societario”.
Spazio poi per una nota personale sul territorio ligure: ”Devo essere sincero - ha confessato - non la conoscevo molto bene. Ci venivo solo quando giocavo con la Juventus o con la Lazio. Ora, grazie alle amicizie, sto iniziando a scoprirla meglio e devo dire che è una regione fantastica, bellissima. Sicuramente diventerà una meta di vacanza per me e la mia famiglia”.
Sul piano tecnico, l’ex attaccante non vede oggi in rosa un giocatore con caratteristiche simili alle sue, ma individua in Mario Mandžukić un profilo del passato che più gli si avvicina, per spirito di sacrificio e dedizione alla squadra. ”Grande cuore, determinazione, spirito di sacrificio e sempre la squadra davanti a tutto - ha concluso Ravanelli -Essere accostato a un giocatore come lui per me è un grande orgoglio”.