“C’era un tempo in cui si attendeva la Milano-Sanremo per ricevere il miracolo di un nuovo asfalto, l’eliminazione o accelerazione di un cantiere stradale. Finale Ligure quest’anno fa una negativa eccezione”.
E' il Gruppo Misto consiliare finalese, costituito dai consiglieri Guzzi, Bricchetto, Geremia e Montanaro a denuncia in coro unanime ancora una volta la gestione dei cantieri in città. In particolare quelli sulla via Aurelia, partendo dalla sistemazione del versante franato all’altezza di Capo San Donato: “Nonostante le ennesime promesse da parte dell’assessore Folco, che l’8 marzo dichiarava che il cantiere del porto andava verso la riapertura per la corsa ciclistica, in 50 metri siamo stati in grado di creare una pericolosa chicane con asfalto e sobbalzo e una strettoia necessaria per una baracca di cantiere che da oltre 2 mesi sta facendo impazzire i centinaia di automobilisti che quotidianamente fanno ore di coda in questo tratto”.
Una situazione che, secondo gli esponenti di minoranza, non solo avrebbe creato il pericolo per la "Classicissima" e un disagio quotidiano per i pendolari. A risentirne ora potrebbe essere, secondo i quattro esponenti, anche l’immagine di Finale Ligure dal punto di vista turistico.
“Al di là delle promesse non mantenute (per la frana di San Donato la riapertura definitiva è già stata promessa e rinviata almeno 4quattro volte, l’ultima data era natale 2025) per il cantiere in questione, che è già costato ai finalesi più di un milione di euro (per ora...), abbiamo già superato l’anno e ormai la seconda Pasqua consecutiva con questo ostacolo sull’Aurelia è ormai alle porte. Oltre al disagio, un duro colpo all’immagine della nostra destinazione turistica, non certo esempio in questo frangente di efficienza e rapidità d’azione” conclude la nota.