Pasqua si avvicina, ma sul molo dei pescatori, al porto di Alassio, il clima è tutt’altro che festivo. Tra le banchine del Luca Ferrari, infatti, l’ittiturismo con i tavoli in banchina rischia di restare fermo.
A lanciare l’allarme è Daniele Basso, presidente dell’Ittiturismo L’Isola: “Purtroppo, a distanza di mesi, la situazione dell’ittiturismo ad Alassio è ancora completamente ferma e, di fatto, la riapertura per Pasqua è ormai impossibile”. Uno stop che, secondo gli operatori, potrebbe prolungarsi anche oltre: “Con ogni probabilità – prosegue – andranno persi anche i ponti del 25 aprile e del 1° maggio, compromettendo una parte fondamentale della stagione”.
Il nodo non riguarda la domanda, che resta alta, ma le condizioni operative. Dalla scorsa estate, infatti, non è più possibile sistemare tavoli in banchina, ma solo sulle barche, con un impatto diretto sull’accessibilità del servizio. “Questa situazione colpisce soprattutto anziani, disabili e chi ha difficoltà motorie, escludendo di fatto intere categorie di utenti”, sottolinea Basso. A questo, lamenta il pescatore, si aggiungono le limitazioni sull’uso degli spazi per reti e attrezzature, che complicano il lavoro quotidiano dei pescatori.
Eppure, l’Ittiturismo L’Isola, avviato nel 2021 con tutte le autorizzazioni, era diventato un esempio di integrazione tra pesca e accoglienza. “Avevamo anche presentato un progetto di riqualificazione del Molo I – ricorda Basso – per migliorare sicurezza e organizzazione, con la possibilità di accedere a fondi europei. Ma nulla è stato fatto e oggi ci troviamo nell’impossibilità di lavorare”. Per Basso, le conseguenze rischiano di essere pesanti anche sul piano occupazionale, con almeno dodici famiglie coinvolte tra pescatori e stagionali. “Temiamo la scomparsa definitiva dell’ittiturismo dal porto di Alassio”, conclude.
Sulla vicenda interviene il sindaco Marco Melgrati: “Se gli operatori propongono modifiche al regolamento, dovranno essere valutate insieme alla Capitaneria, perché il nodo principale resta la sicurezza della banchina – spiega –. L’indicazione è che non si trasformi in un ristorante e che l’attività si svolga sulle barche. Eventuali soluzioni, come l’installazione di protezioni, richiedono però un progetto preciso, verifiche tecniche e tempi non brevi, anche per l’accesso ai fondi europei. Resta inoltre da capire come conciliare questi interventi con l’operatività delle imbarcazioni”.