Attualità - 26 marzo 2026, 11:23

Deposito di bitume al porto di Savona, il progetto torna sul tavolo: lettera al ministero

Il Bit Savona lavora per sbloccare l'interventio nello scalo savonese; porgetto autorizzato nel 2014

Il progetto dei depositi di bitume al porto di Savona torna al centro dell'attenzione. L'operazione, con la quale  Bit Savona Scrl intende realizzare nel Porto di Savona un deposito costiero destinato allo stoccaggio e alla movimentazione di bitume, è sul tavolo da una quindicina di anni.

Nei giorni scorsi la società ha scritto al ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini per rilanciare l’iniziativa. Secondo Bit Savona, infatti, esisterebbero ora condizioni più favorevoli per riaprire il dossier e sbloccare la realizzazione del deposito che prevederebbe investimenti tra i 20 e 25 milioni di euro.

La compagine societaria a capod ell'operazione vede una partecipazione del 45% di Agrieco, un altro 45% fa capo a Argo Finanziaria, holding del Gruppo Gavio, attivo tra l’altro nel comparto delle concessioni autostradali. Le quote restanti sono detenute dalle società del fronte mare Transmare (4%) e But (6%), (passata di recente sotto il controllo di Fhp)

La realizzazione del deposito di bitume è anche stato oggetto di contrasto con la Regione per il suo mancato avvio negli scorsi anni. La questione era arrivata al Consiglio di Stato, che aveva respinto il ricorso presentato da Bit Savona contro alcuni atti della Regione Liguria. L’azienda sosteneva che le decisioni regionali assunte circa dieci anni fa avessero di fatto ostacolato la realizzazione del deposito previsto nello scalo savonese, composto da nove serbatoi.

I giudici amministrativi hanno però stabilito che l’autorizzazione al progetto fosse già pienamente efficace e che la società avrebbe potuto procedere indipendentemente dalle successive delibere regionali del 2016 e del 2017. Questi provvedimenti, infatti, si limitavano a istituire un tavolo tecnico di monitoraggio e a valutare eventuali soluzioni alternative, senza revocare né sospendere il via libera già rilasciato.

Nella sentenza si sottolineava inoltre come l’iniziativa della Regione non possa essere interpretata come un ostacolo al progetto: al contrario, l’istituzione del tavolo tecnico viene considerata una scelta prudenziale, giustificata dalla conformazione dell’area portuale e dai rischi idrogeologici del territorio, elementi resi evidenti anche dagli eventi del 2018, tra mareggiata e incendio.