Attualità - 26 marzo 2026, 07:30

La storia dell’albenganese Paolo Sarullo a Roma: prima dal Papa, poi in Parlamento

La famiglia e la Fondazione Uniti per Paolo hanno presentato i progetti per la battaglia nazionale contro la violenza giovanile. Il Pontefice in videochiamata con il giovane

Da Albenga a Roma: la Fondazione Uniti per Paolo protagonista nel pomeriggio di ieri (25 marzo) nella sala Tatarella della Camera dei Deputati. Nel corso dell’incontro sono stati presentati i progetti dell’associazione e portato all’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica l’impegno che intende sviluppare in ambito sociale. Al centro, la storia dell’albenganese Paolo Sarullo, divenuta simbolo di una battaglia di rinascita e perdono che coinvolge l’intera collettività.

Prima dell’incontro istituzionale, il Santo Padre ha espresso una sentita vicinanza a Paolo, collegato in videochiamata, alla sua storia, alla fondazione e ai numerosi progetti in fase di sviluppo. Un segno alto e significativo di sostegno e riconoscimento, anche da parte del Pontefice, del valore umano e sociale dell’impegno portato avanti dall’associazione. Paolo non ha potuto essere presente, ma Papa Leone XIV lo ha invitato nuovamente a San Pietro e lo aspetta.

Nell’incontro alla Camera, la fondazione ha ribadito con forza quanto sia fondamentale il sostegno politico istituzionale per dare continuità e concretezza alle iniziative che hanno studiato nella sensibilizzazione e a contrasto della violenza giovanile. “Un messaggio chiaro, condiviso anche dall’onorevole Beatriz Colombo (FdI) – spiega Rossella Lamarra, parente e presidente della fondazione -, che ha sottolineato l’importanza di un appoggio partitico trasversale e convinto: il sociale, infatti, deve essere un terreno di unione e non di divisione politica”.

La Fondazione Uniti per Paolo Ets, attraverso il proprio lavoro e la testimonianza diretta di Paolo, ha presentato due disegni di legge che mirano a rispondere in modo strutturale a bisogni reali e urgenti: “Si tratta di proposte nate dall’esperienza sul campo e dalla volontà di trasformare una storia personale in un’opportunità di cambiamento per molti. L’auspicio – aggiunge -è che i disegni di legge possano trovare quanto prima un percorso concreto di approvazione unanime, grazie alla collaborazione delle istituzioni e al sostegno e convergenza di tutte le forze politiche”.

“La nostra storia – affermano dalla Fondazione – dimostra che il sociale non ha colore politico: è un impegno comune, che deve vedere tutti uniti per costruire risposte efficaci e durature”.

Redazione