La Fortezza del Priamar di Savona ha ospitato un incontro di rilievo istituzionale sull'autonomia regionale differenziata applicata alla protezione civile. L'evento, promosso da Fondazione CIMA e dall'Università di Genova, ha riunito i presidenti delle Regioni Liguria, Piemonte e Valle d'Aosta – Marco Bucci, Alberto Cirio e Renzo Testolin – insieme ad assessori, direttori regionali della protezione civile e rappresentanti delle istituzioni locali.
L'appuntamento arriva in un momento politicamente significativo: il Consiglio dei ministri ha recentemente approvato gli Schemi di intesa preliminare sull'autonomia differenziata tra il Governo e diverse Regioni, tra cui Liguria e Piemonte. Al centro del dibattito, le ricadute concrete di questo processo sui sistemi regionali di protezione civile e le opportunità di una gestione più aderente alle specificità territoriali.
A tracciare il filo storico del percorso è stato Luca Ferraris, Presidente di Fondazione CIMA: "Il percorso che si apre qui oggi al Priamar, futura 'Cittadella dei cambiamenti climatici', si inserisce in una traiettoria che ha radici solide: già alla fine degli anni '90, la collaborazione tra Liguria, Piemonte, Valle d'Aosta e CIMA ha portato allo sviluppo dei primi sistemi di allertamento per il rischio idro-meteorologico." Ferraris ha poi indicato la prospettiva: "Oggi l'autonomia differenziata può essere l'occasione per le tre Regioni di sperimentare una nuova stagione 'visionaria', dove la protezione civile diventa strumento per affrontare con le comunità i nuovi rischi emergenti dai cambiamenti climatici, per poi condividere i modelli a scala nazionale e internazionale."
Per il presidente ligure Marco Bucci e l'assessore Giacomo Raul Giampedrone, la fragilità del territorio rende l'autonomia una necessità strategica: "La Liguria è una terra straordinaria, ma al tempo stesso fragile. Il nostro sistema regionale di protezione civile è diventato un'eccellenza riconosciuta a livello nazionale. L'autonomia ci darebbe la possibilità di dichiarare lo stato di emergenza regionale e avviare immediatamente gli interventi urgenti, senza attendere procedure centralizzate. Questo non è che un punto di partenza: l'autonomia che stiamo costruendo è la risposta moderna e responsabile alle necessità reali di territori complessi come il nostro."
Sulla stessa lunghezza d'onda il presidente piemontese Alberto Cirio, che ha rivendicato l'eccellenza del sistema costruito negli anni: "La protezione civile è uno dei campi in cui si misura concretamente la capacità delle istituzioni di essere vicine ai cittadini. Se oggi il sistema piemontese è un riferimento nazionale è perché non si è mai limitato a gestire l'emergenza, ma ha sempre saputo guardare oltre. L'autonomia differenziata potrà rappresentare uno strumento ulteriore per garantire interventi più rapidi e una capacità di risposta ancora più efficace di fronte a eventi sempre più importanti."
Il presidente della Regione autonoma Valle d'Aosta, Renzo Testolin, ha portato al tavolo un modello già rodato: "Abbiamo condiviso l'esperienza valdostana nella gestione delle emergenze, un modello peculiare legato alle nostre competenze statutarie, capace di garantire una gestione coordinata ed efficiente su tutto il territorio e tempi di risposta rapidi. L'incontro con i presidenti Cirio e Bucci è stato anche un importante momento di confronto sugli aspetti tecnici e istituzionali. Rafforzare la collaborazione tra Regioni e con il mondo della ricerca è essenziale per rispondere con lungimiranza alle sfide poste dai cambiamenti climatici."
Il presidente della Provincia di Savona Pierangelo Olivieri ha definito l'incontro "un'occasione istituzionale e scientifica di confronto tra tre Regioni su una tematica fondamentale per la sicurezza di territori come quello ligure e savonese, particolarmente fragili per la conformazione morfologica", auspicando che l'autonomia differenziata possa portare alle Province deleghe compartecipate in ambiti come quello ambientale, per un presidio di prossimità più efficace.
A chiudere il sindaco di Savona Marco Russo, che ha illustrato il progetto che trasformerà il Priamar in una "Cittadella dei Cambiamenti Climatici": "Per il Comune di Savona il tema della Protezione Civile è cruciale, anche alla luce dell'aumento degli eventi climatici estremi. La nostra Fortezza diventa un polo scientifico che collabora con enti e istituzioni che si occupano di queste tematiche, punto di riferimento del Nord Ovest e del Mediterraneo."