Cronaca - 29 marzo 2026, 15:40

Impedito al Cardinal Pizzaballa l'ingresso al Santo Sepolcro, una settimana fa all'Anpi di Varazze: "Pregheremo lo stesso anche se saremo pochi"

A fermare il Patriarca latino di Gerusalemme, nella Domenica delle Palme, la polizia israeliana. Era intervenuto con un videomessaggio per ringraziare della cena benefica per Beit Jala

"Siamo alla vigilia della Pasqua, sarà molto ridotta purtroppo, non potremo fare molto perchè le restrizioni dovute allo stato di guerra non consentono aggregazioni di nessun genere, però pregheremo lo stesso, al Santo Sepolcro, anche se saremo pochi, per tutti voi, perchè il Signore cambi il cuore di coloro che prendono le decisioni perché possano guardare non soltanto agli interessi strategici ma anche al bene delle persone".

Così giusto una settimana fa il Patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Capo della Chiesa Cattolica in Terra Santa, era intervenuto con un videomessaggio di ringraziamento per l'Anpi di Varazze che aveva organizzato la cena di solidarietà a favore della parrocchia di Beit Jala (sono stati raccolti 3600 euro per la scuola cattolica ed il gruppo scout).

Giusto oggi, Domenica delle Palme, Pizzaballa è stato bloccato dalla polizia israeliana che gli ha impedito di entrare nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme.

 "Questa mattina, la polizia israeliana ha impedito al Patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Capo della Chiesa Cattolica in Terra Santa, e al Custode di Terra Santa, monsignor Francesco Ielpo, Custode ufficiale della Chiesa del Santo Sepolcro, di entrare nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme, mentre si recavano a celebrare la Messa della Domenica delle Palme - viene spiegato in una nota congiunta del Patriarcato di Gerusalemme e della Custodia di Terra Santa - I due sono stati fermati lungo il percorso, mentre si recavano privatamente e senza alcuna connotazione di processione o cerimoniale, e sono stati costretti a tornare indietro". 

"Questo episodio costituisce un grave precedente e manca di rispetto alla sensibilità di miliardi di persone in tutto il mondo che, durante questa settimana, guardano a Gerusalemme - continuano - Impedire l'ingresso al Cardinale e al Custode, che detengono la più alta responsabilità ecclesiastica per la Chiesa Cattolica e i Luoghi Santi. costituisce una misura manifestamente irragionevole e sproporzionata. Questa decisione affrettata e fondamentalmente errata, viziata da considerazioni improprie, rappresenta un'estrema violazione dei principi fondamentali di ragionevolezza, libertà di culto e rispetto dello status quo". 

Dallo scorso 28 febbraio da quando è scoppiato il conflitto in Medio Oriente, le autorità israeliane hanno vietato i grandi assembramenti, anche nelle sinagoghe, nelle chiese e nelle moschee e sono limitati a sole circa 50 persone. 

Il Patriarcato Latino aveva così annunciato di aver cancellato la tradizionale processione della Domenica delle Palme. 

Ad intervenire il Ministro degli Esteri Antonio Tajani che ha dato indicazione di convocare domani al ministero degli Esteri l’ambasciatore di Israele per avere chiarimenti. "Voglio esprimere la mia più sentita solidarietà al Patriarca di Gerusalemme, cardinale Pierbattista Pizzaballa, capo della Chiesa Cattolica in Terra Santa, e al Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo. È inaccettabile aver loro impedito di entrare nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme - ha dichiarato sui social Tajani - Per la prima volta, la polizia israeliana ha negato ai vertici della Chiesa Cattolica la possibilità di celebrare la Messa della domenica delle Palme in uno dei luoghi più sacri per milioni di fedeli nel mondo. Ho dato immediate istruzioni al nostro Ambasciatore in Israele di esprimere alle autorità di Tel Aviv la protesta del governo  e confermare la posizione italiana a tutela , sempre ed in ogni circostanza, della libertà di religione".