Sono state costrette a traslocare, a causa del rischio crolli dell’edificio che li ospitava, due famiglie e alcune attività commerciali della zona industriale di Perti, a Finale Ligure. A stabilirlo è stata l’ordinanza del sindaco Angelo Berlangieri che, dopo aver acquisito il parere di Polizia locale e Vigili del fuoco, ha dovuto firmare l’atto che dichiara inagibile il condominio di tre piani “Le Fascette”.
Il provvedimento ha comportato l’evacuazione di una decina di persone, che nel mentre hanno dovuto trovare una nuova collocazione, così come le aziende coinvolte, e lo stop all'uso di magazzini, officine e garage.
La vicenda ha avuto origine il 30 marzo, quando l’amministratore dello stabile ha segnalato “un rilevante spostamento dello scheletro strutturale della porzione di levante del fabbricato condominiale”. Da qui è scattato il sopralluogo degli esperti che ha confermato le preoccupazioni già manifestate dai residenti, evidenziando problematiche tali da compromettere la stabilità dell’edificio.
Particolarmente colpito quello che è definito il "Corpo B" della struttura, dove sono state riscontrate lesioni nelle murature portanti e dissesti strutturali, oltre all’instabilità del muro di contenimento retrostante. Quest’ultima sarebbe legata a una significativa infiltrazione d’acqua dal terreno, dovuta all’accumulo di grandi quantità che non riescono a defluire correttamente, aggravatasi durante l’ultima ondata di maltempo del mese di marzo. Una situazione che, anche grazie all’installazione di sistemi di monitoraggio, ha fatto emergere il rischio di crolli o distacchi di elementi costruttivi, con possibili conseguenze anche sulla viabilità sottostante. Per questo, oltre agli sgomberi, è stata predisposta la chiusura del tratto di via VIII Marzo dall'imbocco con via dell'Artigianato (zona del capannone conosciuto come "ex Algida", ndr) fino al confine con il cosiddetto "Corpo A" del condominio, per impedire l'accesso all'area mettendo a rischio persone e veicoli.
“Le criticità riscontrate dagli specialisti intervenuti erano gravi al punto di configurare una situazione di pericolo imminente per le persone, non vi è stata altra strada se non quella di adottare questo provvedimento” spiega il sindaco, Angelo Berlangieri.
L’ordinanza comunale impone ora alla società genovese Ing. Ins. Int., proprietaria del terreno retrostante il fabbricato, di effettuare entro dieci giorni una verifica tecnica approfondita sulle condizioni del muro di contenimento a servizio del “Corpo B”, tramite un professionista qualificato e a proprie spese, trasmettendo poi al Comune la relativa relazione. Nello stesso lasso di tempo, dovrà essere proposta anche una soluzione alternativa per consentire l’accesso carrabile al “Corpo A” del condominio, attualmente interdetto dalla chiusura della strada.
Alla società è inoltre richiesto di intervenire con urgenza per mettere in sicurezza l’area, eseguendo tutte le opere necessarie a garantire la stabilità del muro e a eliminare le situazioni di pericolo. Nel frattempo dovranno essere adottate misure provvisorie, come puntellamenti, opere di sostegno temporanee e monitoraggio continuo.
Tra le prescrizioni contenute nell’ordinanza figura infine l’obbligo di limitare gli interventi allo stretto necessario per la messa in sicurezza, nel rispetto delle caratteristiche paesaggistiche esistenti, evitando nuove edificazioni o modifiche non funzionali alla risoluzione dell’emergenza.