I Carabinieri della caserma di Cengio sono stati sfrattati dalla loro sede. A sollevare la questione sono i consiglieri regionali di Noi Moderati, Alessandro Bozzano e Giovanni Boitano, che hanno depositato un’interrogazione regionale già calendarizzata per il prossimo Consiglio comunale.
"Da informazioni ricevute e confermate direttamente dal sindaco del Comune di Cengio – spiegano Bozzano e Boitano – si apprende che il proprietario reclama la piena disponibilità della struttura. Il contratto era scaduto a settembre 2024, ma ad oggi non è stata ancora trovata una soluzione alternativa". I due consiglieri sottolineano che, senza interventi concreti, si rischierebbe "un irrazionale ripiegamento dell’Arma dei Carabinieri dal paese".
La questione riguarda non solo la sede logistica dei militari, ma anche la sicurezza del territorio. Cengio, terzo comune della Val Bormida per numero di abitanti, ha una popolazione straniera superiore al 20%. Nelle scuole, il 43% degli studenti è di nazionalità straniera. Nel centro urbano si trovano inoltre tre strutture di accoglienza per migranti che ospitano circa ottanta persone.
I consiglieri ricordano come il Comune abbia già manifestato la disponibilità a realizzare "una nuova e moderna caserma per l’Arma dei Carabinieri, riqualificando un immobile comunale inutilizzato dal 2015 a causa di un cedimento strutturale secondario". Il progetto esecutivo è già pronto grazie a risorse proprie del Comune.
"Il Comune di Cengio subisce da oltre trent’anni una crisi socio-economica e ambientale tuttora in corso – aggiungono Bozzano e Boitano – che ha determinato l’azzeramento del commercio immobiliare e favorito l’arrivo di persone con scarse disponibilità economiche e, conseguentemente, con innumerevoli problemi sociali".
Con l’interrogazione, i consiglieri chiedono alla presidente della Giunta e all’assessore competente "se, valutata l’assoluta e indifferibile opportunità del mantenimento della sicurezza e del presidio del territorio da parte dell’Arma dei Carabinieri nel comune di Cengio, intendano provvedere a mettere a disposizione le risorse necessarie, considerandole strategiche rispetto alla programmazione generale e particolare della Val Bormida".