Porta Reale torna a mostrarsi senza impalcature, restituita nella sua interezza a residenti e visitatori. Si chiude così un intervento di restauro conservativo che ha interessato l’intera struttura del monumento e non soltanto la facciata, con l’obiettivo di restituire piena leggibilità e solidità a uno dei simboli più riconoscibili di Finalborgo.
Costruita nei primi decenni del Seicento durante la dominazione spagnola lungo la cinta muraria precedente, Porta Reale nacque per sostituire la più antica Porta Carretta, ormai inadeguata alle esigenze del borgo. Nel corso dei secoli è diventata uno degli elementi più rappresentativi dell’assetto urbano di Finalborgo, testimoniato anche da numerose mappe storiche.
Il restauro ha anzitutto riportato gli affreschi alla loro versione originaria, restituendo coerenza e autenticità all’impianto decorativo risalente al XIX secolo. Al suo centro si trova un grande stemma della famiglia Savoia, ai cui lati sono stati ripristinati gli antichi scudi, sormontato da una rappresentazione della Madonna del Carmelo, protettrice del Borgo. Queste risalgono probabilmente all’inizio del Settecento.
Il lavoro, seguito dall’architetta Gloria Bovio in qualità di progettista e direttrice dei lavori e realizzato dall’impresa CoArt Restauri con Maria Luisa Carlini, ha preso avvio da una serie di verifiche condotte dagli uffici comunali e dai professionisti insieme alla Soprintendenza. In particolare partendo dal precedente intervento del 1994: le analisi avevano evidenziato alcune modifiche agli elementi pittorici, in particolare nei due stemmi laterali e nei lineamenti delle figure rappresentate.
Accanto al recupero delle superfici, l’intervento ha affrontato anche problemi strutturali legati alle infiltrazioni d’acqua, che nel tempo avevano compromesso alcune parti della struttura sotto gli strati più recenti. Si è proceduto alla sostituzione di alcune lastre di ardesia e alla rimozione di numerosi elementi metallici inseriti nel corso degli anni, oltre al ripristino del sottarco al fianco dell’entrata principale, contribuendo così a migliorare lo stato di conservazione complessivo del monumento.
L’opera, dal valore complessivo di 180mila euro sostenuti in parte da Fondazione De Mari, segna però solo una prima fase. È già allo studio un ulteriore intervento che riguarderà la valorizzazione dell’area, con una nuova illuminazione pensata per esaltare l’apparato pittorico, lo spostamento della telecamera e un riassetto dello spazio circostante.