Attualità - 07 aprile 2026, 10:22

Il coordinamento Tutela Montecerchio: "Sviluppo turistico e impianti eolici industriali non possono convivere"

"La transizione ecologica deve rispettare i cittadini e le leggi che tutelano il paesaggio"

"Non è in discussione il valore delle energie alternative, ma il rispetto della legalità territoriale e la visione del futuro della nostra regione. Se esistono vincoli legati alle aree ANIMA, agli usi civici e alle aree protette, questi non sono intralci burocratici, ma la certificazione del valore inestimabile di questo territorio, della Liguria". A sostenerlo è il coordinamento delle associazioni Tutela Montecerchio, che vuole esprimere con fermezza la propria posizione riguardo alle difficoltà autorizzative per i nuovi impianti eolici in Liguria.

"La Liguria sta faticosamente costruendo un modello di sviluppo turistico capace di superare la stagionalità del “solo mare”. L’entroterra, con la sua biodiversità e i suoi paesaggi incontaminati, è il cuore di questa nuova economia. Non considerare i limiti normativi significa cambiare registro sugli obiettivi della Regione. Passare da uno sviluppo turistico sostenibile a una vocazione di produzione industriale energetica ad alto impatto significa condannare l’entroterra al declino". 

"Vogliamo sottolineare come la vicina Regione Piemonte stia già adottando criteri molto più stringenti per limitare la proliferazione di progetti che impattano sul paesaggio. L’esperienza della provincia di Savona, purtroppo, è già un monito visibile a tutti: progetti di dimensioni ciclopiche che alterano irrimediabilmente il profilo dei crinali. Ma non solo: le criticità idrogeologiche di tutta l’area interna della Liguria emergono quotidianamente ogni qualvolta, e sempre più spesso, si manifestano eventi meteorologici a carattere alluvionale. Infatti, è in corso una rivalutazione nel Distretto del Po della mappa dei rischi idrogeologici, ampliando le aree a rischio esondazioni sulle aste fluviali", aggiunge il coordinamento Tutela Montecerchio. 

"L’ormai imminente legge regionale, che dovrà disegnare la mappa delle aree idonee all’installazione di impianti di produzione energetica da fonti rinnovabili (eolici o fotovoltaici), è un tassello importantissimo, insieme al piano energetico, per definire il futuro del contributo in energia della Liguria alla produzione nazionale. E proprio perché si tratta di un tassello importante, fondamentale strumento per scoraggiare e scongiurare operazioni speculative, purtroppo sempre più frequenti, chiediamo che la legge regionale tenga conto della delicatezza e preziosità della Liguria (come, del resto, dell’intera Italia)". 

"Che ogni vincolo, ambientale, paesaggistico o culturale, sia correttamente preso in considerazione e contribuisca a restituire quell’insieme di preziosità e ricchezza per la cui tutela è stato istituito. Che la mappa delle disponibilità territoriali per gli impianti elettrici da fonti rinnovabili che la legge disegnerà sia coerente con una realtà fatta di fragilità, ma soprattutto di bellezza da custodire. Il numero di cosiddetti vincoli non sia interpretato come intralcio al progresso o alle necessità energetiche, ma come testimonianza di inestimabile ricchezza, da sottrarre, se possibile e con responsabilità, agli appetiti speculativi. E la necessaria e fondamentale transizione ecologica? E gli obiettivi energetici concordati per il 2030?". 

"Forse la legge regionale sulle aree idonee e il piano energetico potrebbero essere finalmente l’occasione per mettere in pratica i suggerimenti tante volte reiterati, ad esempio, da ISPRA, ma non solo: rendere energeticamente produttive infrastrutture e superfici già in uso, senza rivolgere attenzione a spazi, non a caso, soggetti a vincoli di tutela. A chi legifera per la Liguria, dunque, la responsabilità di applicare alla lettera le disposizioni delle normative nazionali e di fare valere tutti, ma proprio tutti, i vincoli. E poi il coraggio di intraprendere una strada che coniughi davvero la transizione ecologica con la tutela dell’ambiente e del paesaggio. La Liguria merita una legge che definisca idonee quelle aree che davvero lo sono". 

"A chi racconta la favola della convivenza possibile tra impianti eolici industriali e sviluppo turistico, rispondiamo che devastando i territori questo non è possibile. La transizione ecologica deve avvenire nel rispetto della democrazia dei territori, non sopra le teste dei cittadini e contro le leggi che proteggono la nostra bellezza. Se i proponenti ritengono queste opere innocue, le realizzino nei contesti già industrializzati, non sui nostri crinali", conclude il coordinamento Montecerchio. 

Redazione