Attualità - 11 aprile 2026, 07:45

Finale, Nenne Sanguineti Poggi torna a casa: alla Fortezza di Castelfranco inaugurato l’NSP Museum (FOTO e VIDEO)

Una delle figure più affascinanti, ma al contempo meno esplorate, del Novecento artistico italiano trova un suo spazio permanente in quel luogo che lei stessa amò profondamente

Patrimonio architettonico storico e progettualità artistica contemporanea coniugati nel segno di una delle figure più affascinanti, ma al contempo meno esplorate, del Novecento artistico italiano. Accade così che a Finale Ligure, negli spazi della Fortezza di Castelfranco, luogo amatissimo da Nenne Sanguineti Poggi negli ultimi anni della sua vita,

E così, dopo oltre quindici anni di mostre tra Stati Uniti e Italia, l’opera dell’artista trova finalmente una casa stabile proprio in quella fortezza affacciata sul mare che per lei rappresentava un riferimento emotivo e creativo. Un luogo che l’artista «amava profondamente», come ha ricordato il figlio Vincenzo Sanguineti, sottolineando quanto questa presenza permanente sia «qualcosa di speciale». Un legame intimo che oggi si traduce in un progetto culturale capace di restituire alla città una parte importante della sua identità con l’apertura al pubblico dell’NSP Museum, nuovo spazio permanente dedicato all’artista.

Pittrice, mosaicista e scrittrice, attiva per più di quarant’anni tra Europa e soprattutto nel Corno d’Africa, Sanguineti Poggi si era distinta per un linguaggio originale e per importanti interventi monumentali ad Asmara e Addis Abeba, realizzati anche su committenza dell’imperatore Hailé Selassié.

Promosso da NSP Art Italia e NSP Art USA, con il patrocinio del Comune di Finale Ligure e della Fondazione De Mari, il museo nasce nella struttura gestita dalla famiglia Rossello dalla collaborazione tra diverse realtà culturali del territorio, con la curatela di Punto a Capo e la collaborazione di QuiArte, con un obiettivo preciso: restituire complessità e centralità a una figura ancora poco indagata nel panorama italiano. «Un’artista senza confini, non solo geografici ma anche culturali», l’ha definita la curatrice Monica Brondi, evidenziando la capacità di Nenne di attraversare «il percorso delle avanguardie europee, dalla figurazione fino all’astrazione più completa»

Lo spazio espositivo propone un percorso immersivo che intreccia opere originali, materiali d’archivio e contenuti multimediali. Molteplicità di contenuti per restituire al pubblico la complessità di una figura ancora poco indagata nel panorama italiano, ma di respiro internazionale. Un progetto che nasce da un lungo lavoro di valorizzazione e ricerca, avviato oltre un decennio fa, e che oggi trova compimento in uno spazio destinato a evolversi nel tempo. Il museo, infatti, è stato concepito come uno spazio dinamico. «L’allestimento è stato progettato per essere flessibile - ha spiegato ancora Brondi - così da rinnovarsi nel tempo con eventi e approfondimenti tematici».

Un’installazione che, ha sottolineato il sindaco Angelo Berlangieri ha un denso valore simbolico per la cittadina rivierasca, dove la Fortezza torna a essere «un contenitore culturale di valore». Un luogo che oggi accoglie «una mostra permanente bellissima ed emozionante», dedicata a «una donna straordinaria, unica nel panorama artistico italiano».

Dello stesso avviso Vincenzo Sanguineti, che ha evidenziato come l’artista sia ancora in fase di riscoperta. «L’arte italiana la sta riscoprendo poco alla volta», ha osservato, ricordando la sua capacità di attraversare tutto il secolo scorso «adattandosi alle nuove forme espressive e facendole proprie». Un’eredità che si riflette anche nei grandi interventi realizzati nel Corno d’Africa, dove ha lasciato «un segno concreto in edifici monumentali».