Sanità - 14 aprile 2026, 12:16

Pronto Soccorso, barelle in corridoio. Candia: "Decreto Bordon inapplicato". Ferro: "Lavoriamo a soluzioni strutturali"

Scontro sul "boarding", pazienti pronti al ricovero ma bloccati in PS per mancanza di letti: le opposizioni denunciano il mancato rispetto delle nuove regole, mentre la Giunta punta a una riorganizzazione del sistema

Barelle nei corridoi e pazienti in attesa. Il boarding nei pronto soccorso — il "collo di bottiglia" che si crea quando un paziente è pronto per il ricovero ma il reparto non ha letti liberi, trasformando di fatto il PS in un reparto di degenza temporaneo — continua a essere tema di dibattito in Consiglio regionale.

"La situazione resta critica — dice la consigliera di Avs Selena Candia, che ha presentato un'interrogazione —, sia da quanto si legge sulla stampa sia dai sopralluoghi che abbiamo effettuato. Permane critica perché non sono ancora state attivate le misure del decreto Bordon dello scorso dicembre. Ci risulta che nelle scorse settimane dipendenti e sindacati di diversi pronto soccorso della regione abbiano inoltrato segnalazioni, anche per il San Martino, su come queste misure non siano ancora state applicate e su quanto sia urgente sgravare una situazione sempre più difficile. Le risposte ricevute ieri in commissione non sono quelle che ci aspettavamo."

Candia pone l'attenzione sul decreto n. 8748/2025 del 2 dicembre 2025, con il quale la Direzione Generale dell'Area Salute e Servizi Sociali aveva stabilito nuove regole organizzative vincolanti per tutti i pronto soccorso del Servizio Sanitario Regionale. Tra gli obiettivi principali: riduzione dei tempi di permanenza entro le 8 ore, attivazione immediata di appoggi temporanei, potenziamento del turnover dei posti letto e gestione più efficiente dei flussi.

Tuttavia, secondo quanto segnalato da Avs, il boarding continua a rappresentare un problema strutturale e diffuso. Nei pronto soccorso liguri si registrano ancora situazioni di forte sovraffollamento, con decine di pazienti contemporaneamente in attesa e tempi che superano ampiamente la soglia prevista dal decreto — con ricadute pesanti sulla qualità delle cure, sulla sicurezza dei pazienti e sul carico di lavoro del personale sanitario.

"Il fenomeno del boarding nei pronto soccorso — risponde l'assessore Simona Ferro, su delega dell'assessore alla Sanità Massimo Nicolò — è stato oggetto di un approfondimento a livello regionale, finalizzato a comprenderne le determinanti organizzative e a individuare soluzioni non limitate alla gestione emergenziale."

Secondo la Regione, le analisi hanno evidenziato come le criticità rilevate siano riconducibili non a singole realtà, ma a un disallineamento strutturale tra domanda urgente e capacità di risposta dei reparti, con particolare impatto sull'area medica.

"Il lavoro sviluppato — prosegue Ferro — si è orientato alla definizione di un quadro di riferimento condiviso, volto a rafforzare il governo dei flussi di ricovero e a promuovere un maggiore equilibrio tra attività programmata e attività urgente. Parallelamente, è stata posta attenzione alla necessità di rendere più omogenee le modalità organizzative tra i diversi presidi, introducendo elementi di responsabilizzazione e di monitoraggio sistematico, al fine di garantire una maggiore uniformità nella risposta assistenziale."

Il percorso rientra nelle misure del decreto del 2025, che puntano a passare da interventi emergenziali a soluzioni più organizzate e stabili. "L'impostazione adottata — conclude Ferro — mira non solo alla riduzione dei tempi di permanenza in pronto soccorso, ma al progressivo riequilibrio del sistema nel suo complesso, intervenendo sulle principali leve organizzative che incidono sulla capacità di assorbimento dei ricoveri urgenti."

Candia replica che l'applicazione del decreto risulta ancora parziale e segnala un ulteriore problema: diversi pazienti che si erano rivolti alle Case di comunità sono poi finiti al pronto soccorso, a riprova che il sistema di filtro territoriale non regge.

Elena Romanato