Attualità - 16 aprile 2026, 08:00

Aria buona in Liguria, ma resta l’allarme benzo(a)pirene a Cairo

Nel 2025 prosegue il miglioramento dei livelli di inquinamento, con la Liguria tra le regioni più virtuose

La qualità dell’aria in Liguria resta complessivamente buona, ma persistono criticità localizzate, in particolare a Cairo Montenotte. I dati nazionali diffusi dal Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente confermano anche per il 2025 un trend di miglioramento e collocano la regione tra quelle con una situazione generalmente favorevole.

Le concentrazioni di polveri sottili, sia PM10 sia PM2,5, si mantengono per la maggior parte dell’anno entro i limiti di legge e non emergono problemi strutturali legati a questi inquinanti. Gli sforamenti del valore giornaliero di PM10, fissato a 50 microgrammi per metro cubo, sono stati sporadici e quasi sempre collegati a condizioni meteorologiche sfavorevoli, come l’assenza di vento o lunghi periodi senza precipitazioni.

Un quadro che conferma un miglioramento progressivo rispetto agli anni precedenti e che rafforza l’idea di una qualità dell’aria complessivamente buona su scala regionale. Tuttavia, dietro questo scenario positivo restano alcune criticità puntuali che continuano a richiedere attenzione.

La principale riguarda il biossido di azoto: nel 2025 l’unico superamento del valore limite annuale è stato registrato a Genova, nella postazione di monitoraggio di Corso Europa/San Martino, un’area caratterizzata da traffico intenso. 

Ma è soprattutto nell’entroterra savonese che si concentra la situazione più delicata. A Cairo il benzo(a)pirene continua infatti a superare il valore obiettivo, confermando una pressione ambientale legata alle attività industriali presenti nell’area. Si tratta di una criticità ormai nota e monitorata da anni, che resta il punto più sensibile del sistema regionale della qualità dell’aria.

Un altro elemento da tenere sotto osservazione è l’ozono, che si conferma l’inquinante più problematico durante la stagione estiva. Le alte temperature e la scarsità di piogge favoriscono l’accumulo di questo gas nell’atmosfera e nel 2025 è stato registrato un superamento della soglia di informazione.

Nel frattempo l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ha rafforzato le attività di monitoraggio e previsione. Nel corso dell’anno sono stati sviluppati nuovi modelli previsionali su scala regionale, in grado di anticipare eventuali superamenti degli inquinanti, e sistemi ad alta risoluzione per simulare la dispersione e la deposizione di sostanze pericolose in scenari di emergenza, come gli incendi, a supporto delle autorità e della tutela della salute e dell’ambiente.

La sintesi resta quindi chiara: la qualità dell’aria in Liguria migliora e, nel complesso, i valori rientrano nei limiti previsti dalla normativa. Ma alcune aree, in particolare la Val Bormida e Cairo , continuano a rappresentare un punto critico che richiede monitoraggio costante e interventi mirati, anche alla luce dei nuovi standard europei più severi che entreranno in vigore entro il 2030.