"La proclamazione dello stato di agitazione regionale del personale di ATS Liguria (la nuova azienda sanitaria che ha integrato le 5 ASL territoriali) non è solo un atto formale, ma un grido d’allarme necessario".
A dichiararlo la FP CGIL di Savona e la UIL FP Ponente Ligure che aderiscono con forza alla mobilitazione, "denunciando una gestione della sanità pubblica che predilige i tagli del nastro alla sostanza dei servizi e al rispetto di chi lavora".
"L’esempio lampante di questa deriva è la recente inaugurazione della Casa di Comunità di via Collodi a Savona. Mentre le istituzioni regionali celebrano il traguardo con promesse di aperture h24 e servizi capillari, la realtà che vivono lavoratrici e lavoratori è fatta di disagi strutturali e organici ridotti all'osso" precisano i sindacati.
“Non si possono garantire servizi ai cittadini con i sogni. Le Case di Comunità rischiano di restare ‘scatole vuote’ se non si investe seriamente sulle braccia e sulle menti che devono farle funzionare” dichiarano la Segreteria Provinciale FP CGIL Savona e la UIL FP Ponente Ligure.
L'rsu e i segretari della Fp Cgil Savona hanno proprio inviato una lettera all'Ufficio Relazioni Sindacali ATS Liguria e ASL2 e alla direttrice ASL2 Monica Cirone, al direttore "Gestione risorse umane e Medicina convenzionata" Pietro Degliangioli e il direttore Professioni Sanitarie Luca Garra con al centro la modifica degli orari di lavoro su base settimanale e su base giornaliera nella Casa della Comunità di Savona via Collodi
"Siamo a contestare, nella forma, nel metodo e nel contenuto, la modifica in oggetto. Si palesa una grave azione di attività anti sindacale in quanto l’istituto considerato prevede informativa e confronto, a questo si aggiunge l’ipotesi, sottointesa con il personale, di utilizzare strumenti quali 'turni incentivati' che nulla hanno a che vedere con la questione. Alla luce di quanto sopra, si richiede il blocco della procedura ed un incontro urgente volto a ad affrontare la criticità evidenziata" spiegano nella missiva Annamaria Mortara e Franco Briozzo Franco, delegati RSU CGIL e Massimo Peluffo e Ennio Peluffo, segreteria FP CGIL.
"In via Collodi, al deficit di personale si aggiunge un’organizzazione degli spazi che rasenta l’irrispettoso. Per fare posto alla 'vetrina' della nuova struttura, sono stati sottratti al personale i locali minimi di supporto: operatrici e operatori si trovano privati di aree idonee per il passaggio di consegne, momento fondamentale per la sicurezza delle cure e la continuità assistenziale, e di spazi utili a un veloce rifocillamento, ignorando le necessità fisiologiche di chi affronta turni massacranti - specificano puntando il dito - La situazione dell’organico è al limite della tenuta, alla quale a brevissimo si aggiungeranno ulteriori 3 pensionamenti che aggraveranno un vuoto d'organico già cronico. La promessa di un’apertura 7 giorni su 7, h24, è tecnicamente difficilmente sostenibile. Si sta chiedendo un sacrificio enorme attraverso straordinari e turni incentivati che, oltre a causare burnout, gravano pesantemente sulle casse pubbliche".
"Lo stato di agitazione investe tutta ATS Liguria per criticità sistemiche non più rimandabili: Assenza di un CCDI unico: mancata armonizzazione contrattuale e disparità economiche tra i territori; Collasso strutturale: un’azienda unica nata senza un piano industriale, che genera solo burocrazia e incertezza; Mercificazione del lavoro: il ricorso ai “gettonisti” svilisce il CCNL e disperde risorse pubbliche - concludono le organizzazioni sindacali - La FP CGIL Savona e la UIL FP Ponente Ligure non accetteranno che la sanità savonese diventi un palcoscenico per spot elettorali a scapito della salute dei cittadini e della dignità del personale. Chiediamo con urgenza l’attivazione delle procedure di conciliazione e un piano di assunzioni vero, partendo dal ripristino di condizioni di lavoro civili in via Collodi".