Non è stata una lezione ordinaria quella vissuta stamattina dagli studenti del triennio dell'Istituto Ferraris-Pancaldo. Circa un centinaio di ragazzi ha partecipato, nell’aula intitolata a Paolo Borsellino, a un intenso confronto sulla legalità e sulla pervasività della criminalità organizzata nel tessuto economico ligure, guidati da due voci autorevoli del settore: il dott. Luca Traversa, sostituto procuratore della Repubblica di Savona, e il prof. Roberto Centi, già presidente della Commissione Antimafia della Regione Liguria.
Il dibattito si è aperto con un’analisi cruda della realtà locale. I relatori hanno evidenziato come le mafie, in particolare la 'ndrangheta, non operino più solo tramite il controllo del territorio, ma si siano infiltrate silenziosamente nel settore imprenditoriale e dei servizi.
Sono stati illustrati provvedimenti e indagini giudiziarie recenti che dimostrano come la magistratura e le forze dell'ordine stiano contrastando il fenomeno dei prestanome e delle infiltrazioni negli appalti pubblici. Il dott. Traversa ha sottolineato l'importanza di riconoscere i segnali di questa "mafia dei colletti bianchi", capace di alterare la libera concorrenza.
Un punto focale dell'incontro è stato il riutilizzo dei beni sottratti ai clan. Trasformare un immobile sequestrato in un centro per la comunità è il segnale più forte di uno Stato che si riappropria dei propri spazi.
Il prof. Centi ha spiegato l’importanza di una specifica normativa ligure che ha permesso lo stanziamento di un fondo annuale di 600.000 euro per la riqualificazione dei beni confiscati.
Questi fondi sono stati determinanti per finanziare progetti in vari comuni liguri, trasformando ex covi in case-famiglia, centri giovanili o spazi per il co-working, restituendo dignità a territori segnati dalla presenza dei clan.
L'aspetto più significativo della mattinata è stata l'interazione con gli alunni. Le domande spontanee dei ragazzi hanno toccato temi etici e pratici, dimostrando una maturità che ha colpito i relatori. Il feedback è stato estremamente positivo: l’incontro non è rimasto un monologo istituzionale, ma si è trasformato in un laboratorio di cittadinanza attiva.
"Un piccolo seme è stato piantato": con questa riflessione si è conclusa la giornata. L’obiettivo non era solo informare, ma stimolare una coscienza critica affinché la cultura della legalità diventi una scelta quotidiana e non un concetto astratto.