Cronaca - 24 aprile 2026, 10:46

Processo per presunta truffa, cliente accusa l’avvocata: le aveva chiesto pagamenti per 18 mila euro

"Diceva che erano urgenti perché era una pratica complessa che prevedeva step stragiudiziali"

Ad un controllo della polizia era risultata positiva all'alcol test. Da lì la decisione di affidarsi all'avvocato che conosceva da 25 anni. Ma la stessa gli aveva chiesto pagamenti in più tranche arrivando fino a più di 18 mila euro.

In Tribunale a Savona davanti al giudice Francesco Giannone è proseguito ieri il processo nel quale è imputata l'avvocato Maria Luisa Formato, difesa dal legale Lorenzo Vercellino, ed è stata ascoltata proprio la vittima della presunta truffa aggravata, Barbara Borzone, assistita dal legale Davide La Monica, che ha specificato tutti i fatti avvenuti.

La donna a seguito della positività al test alcolemico e quindi della contestazione di guida in stato d'ebbrezza ha dovuto fornire alla polizia stradale il nome dell'avvocato di fiducia e ha indicato il nome del legale di Loano.

"Il giorno dopo le ho mandato un WhatsApp spiegando cosa fosse successo e le ho prodotto il verbale. Mi vengono subito chiesti dei pagamenti, facendomi pressioni con urgenza - spiega la parte civile rispondendo alle domande del Pubblico Ministero Luca Traversa - Mi viene chiesto 2300 euro per la fase stragiudiziale e 1141 euro per la fase amministrativa".

Durante l'udienza sono stati fatti ascoltare anche i messaggi vocali su Whatsapp che si scambiavano tra di loro. Ed è emerso che dopo i primi 3400 euro ne erano stati richiesti 4980 con bonifico istantaneo. Ai quali si sono aggiunte ulteriori somme. Sarebbe stato chiesto inoltre alla donna di fare il bonifico sul conto del marito utilizzando come causale un pagamento per un viaggio in Messico.

"Non si può prendere in giro così - ha continuato la donna che per questa pratica praticamente non ha mai visto di persona l'avvocato e non è mai andata in studio  - Diceva che erano urgenti perché era una pratica complessa che prevedeva degli step stragiudiziali". 

Il 25 ottobre del 2024 poi le ha revocato il mandato e nel marzo del 2025 ha presentato un esposto al consiglio disciplinare dell'Ordine degli Avvocati di Savona in quanto non si sarebbe occupata della sua pratica. Da lì sono poi scattate le indagini della Procura e il rinvio a giudizio.

"Non ho ricevuto indietro un solo centesimo - continua - Provavo vergogna, questo ammanco di 18 mila mi pesava in maniera fattiva. Temevo di non avere il casellario giudiziario pulito, temevo l'onta di aver deluso mio marito, mio padre e mia madre".

Redazione