"Premettendo che già da tempo esistono almeno due strumenti di coordinamento istituzionale nella Provincia di Savona finalizzati ad affrontare tutte le criticità legate al sistema produttivo della Val Bormida, così come richiamate nella seduta del consiglio regionale dall’assessore Paolo Ripamonti, in particolare il comitato di coordinamento territoriale prevede già la partecipazione di tutti i soggetti proposti dai consiglieri del Pd Roberto Arboscello e Davide Natale. Non stupisce ormai il metodo di ignorare ciò che già è stato affrontato attraverso le azioni previste nell’accordo di programma sul progetto di riconversione e riqualificazione industriale dell’area del Savonese e, peraltro, non si ricorda un’azione propositiva da parte di Arboscello se non trincerarsi dietro la richiesta di nuovi tavoli soltanto per non assumersi la responsabilità di fare delle scelte".
Lo ha dichiarato il Gruppo regionale della Lega.
"L’ennesima richiesta di istituire un nuovo tavolo, laddove esiste già, nasconde il vuoto propositivo del Pd e allunga la catena della filosofia della riconversione bloccando di fatto le attuali possibili azioni - proseguono dal Carroccio - Arboscello dovrebbe sapere che oggi più che mai abbiamo bisogno di mettere in moto sia la riconversione, sia l’avvio di nuove opportunità di sviluppo economico. E’ quindi nostra volontà proseguire nel percorso, già avviato, di analisi di tutti i possibili strumenti volti a supportare la riconversione delle aree industriali o deindustrializzate che versano in situazioni di criticità, sostenendone la riconversione al fine di ottenere un nuovo sistema produttivo in grado di generare occupazione e di portare l’intera Val Bormida ad avere un maggiore livello di occupazione con contestuale miglioramento di tutti gli elementi di carattere ambientale".
"I consiglieri del Pd, però, non vogliono andare oltre i soliti ‘No’ a prescindere, non hanno soluzioni concrete e mai le hanno proposte. I loro sono ‘No’ a tutto e a prescindere, parlano per assunti che poi di fatto non portano a nulla di concreto. Certo è facile fare strumentali polemiche e fare politica solo con gli slogan, ma è più difficile assumersi la responsabilità di valutare nuovi progetti industriali, analizzarne le implicazioni e portare a casa in pochi anni un nuovo modello del Savonese che partendo dal mare e dalla costa arrivi a sostenere anche nuove filiere economiche moderne ambientalmente compatibili e in grado di generare sviluppo, occupazione e nuovi servizi per le nostre comunità locali. Chi realmente lavora per lo sviluppo del territorio e il benessere dei cittadini non ha tempo da perdere in altri tavoli oltre a quelli già esistenti, fatti apposta per non decidere e per strumentalizzare ogni risposta concreta di riconversione. Abbiamo obiettivi chiari e non ci faremo bloccare da chi vuole la ‘decrescita infelice’ della Provincia di Savona", concludono dal Gruppo regionale della Lega.