Attualità - 30 aprile 2026, 15:00

Valentina, bullizzata a 15 anni per un video: “Oggi quella storia voglio raccontarla nelle scuole”

Trionfatrice a Miss Curvissima, ha lasciato la Lombardia e da anni vive in Liguria dove lavora per portare in giro la sua esperienza senza abbandonare la voglia di sfilare: “I bulli sono persone fragili che si rifanno sui deboli”

Un video pubblicato senza il suo consenso, i commenti d'odio che si moltiplicano, le amiche che si rivoltano contro. Valentina Sommaruga ha iniziato a fare i conti con il bullismo a 15 anni, in un paese della provincia nel nord Italia, e per anni ha portato quella storia addosso come un'etichetta impossibile da togliersi. Oggi vive e lavora in Liguria e qui ha scelto di fare di quella terribile esperienza qualcosa di diverso.

Era una cosa goliardica tra me e il mio migliore amico", racconta Valentina. “In questo video io canticchiavo una canzone stupida fatta da lui. Ero un po' sovrappeso, con una dentatura non perfetta. Tutti quei dettagli che non rispettavano proprio la bellezza in sé per sé”. Il video finisce su YouTube e Facebook senza che lei lo sappia, senza il suo consenso. Da lì parte tutto.

Sono iniziati i commenti sia su YouTube come piattaforma, sia su Facebook, anche sul mio profilo, e poi soprattutto nella scuola dove frequentavo”. A scuola Valentina viene emarginata. Nei corridoi, i ragazzi più grandi la deridono durante l'intervallo. Le poche amiche che aveva le si rivoltano contro. “Avevo giusto un paio di amiche che all'inizio mi sono state accanto, poi anche loro purtroppo si sono alleate insieme ai bulli”.

La diffusione del video supera i confini del paese. “Il mio ex di Albisola Marina è venuto a scoprire del video grazie al fatto che girava su YouTube e i suoi compagni di classe gliel'hanno fatto vedere. Quel video girava anche in Liguria”. Valentina parla di ragazzi di Roma che se lo erano scaricato e lo mandavano ai loro contatti. Una viralità piccola rispetto ai grandi casi di cronaca, ma sufficiente a fare danni enormi nella vita di una ragazzina.

Con gli anni, Valentina ha elaborato una riflessione lucida su quello che le è capitato. “Col senno di poi e con la maturità, ho iniziato a maturare un pensiero: i bulli sono persone a loro volta molto fragili, persone deboli che si rifanno sui deboli per allearsi ai forti, che a loro volta bullizzano i deboli. È tutta una catena. Le mie stesse amiche erano persone prese di mira, prese in giro, e loro stesse poi si sono alleate alle persone che le prendevano in giro, e a loro volta hanno preso in giro me. È un autoalimentarsi”.

Cambiare paese non cambia subito le cose. Il video continua a girare, l'etichetta rimane. “Recentemente vedo ancora persone che mi seguono su Instagram, di bulli, tra l'altro, che mi bullizzavano. C'è sempre quella sensazione, a pelle, a sentimento, non posso garantirlo, di sentire ancora la percezione dell'etichetta di quella che canticchiava ‘Brilla brilla la stellina’. Mi prendevano in giro per quello, facendo le mosse e chiamandomi ‘cicciona, obesa, maiale’”.

Il trasferimento in Liguria, sei anni fa, segna una svolta. “Ho voluto cambiare vita”. E qui trova qualcosa di inaspettato: “Ho trovato molta più accoglienza. Le persone che ho incontrato, magari sapevano del video, però ho incontrato molta accoglienza, proprio un modo di prendere le cose in maniera completamente diversa rispetto a quello che ho passato in Lombardia. È una cosa anche un po' in controtendenza perché di solito i liguri sono scontrosi, invece ho trovato l'opposto. Esattamente l’opposto”.

Nel frattempo, sua madre diventa il punto di svolta anche sul fronte della denuncia. “Lei stessa mi ha preso, mi ha portato di peso a denunciare alla polizia postale. Tant'è che dopo sei anni i video sono spariti completamente dal web, dalla circolazione”. Un percorso lungo, faticoso, che Valentina descrive come fondamentale: “All'inizio non volevo parlarne con i miei genitori. Poi per un evento spiacevole è venuto a galla tutto. Mia mamma aveva capito, i genitori ci arrivano prima di noi, però tutta la storia gliel'ho dovuta spiegare dopo sei anni che era successa”. 

Un anno e mezzo fa, quasi per caso, Valentina scopre il concorso Miss Curvissima, dedicato alle donne dalla taglia 44 in su. “Ho detto a mio marito: proviamo. Non so, provo a fare l’esperienza”. Va bene: vince due fasce sponsor. Non arriva alla finale per ragioni lavorative, ma il percorso è avviato. Partecipa poi a Miss Regina del Web e arriva seconda a livello nazionale nella categoria curvy.

Da lì nasce una rete di collaborazioni: con Miss Reginetta d’Italia, che grazie anche alla sua presenza introdurrà una categoria curvy, e con Patrizia Zunino, titolare di Sacano Bags. “Con lei stiamo portando avanti proprio tutta la parte sociale sul bullismo, body shaming e donne curvy”. Il tutto si affianca al suo lavoro principale come impiegata commerciale nel settore dell'acciaio. “Mi impegna parecchio nei weekend”, dice con il pragmatismo di chi ha imparato a costruire le cose una alla volta.

Una donna sempre in movimenti che sta già pensando al prossimo passo: “Quest'anno, a ottobre, vorrei entrare nelle scuole e portare la mia testimonianza per poter sensibilizzare”. E alle ragazze e ai ragazzi che stanno vivendo quello che ha vissuto lei, Valentina ha già chiaro cosa dire: “Quello che suggerisco sempre è proprio di parlarne con i genitori, con gli adulti di cui ci si fida. Io ho fatto la cosa completamente sbagliata di affidarmi ad amici sbagliati”.

Sul ruolo delle istituzioni, il giudizio è netto: “Il bullismo è una piaga sociale. Se ne parla troppo poco. All'epoca se ne parlava ancora meno. Forse adesso qualcosa è cambiato, però non ci sono ancora gli strumenti validi per poterlo contrastare”.

Così, mentre si impegna a portare in giro la sua storia per sensibilizzare ragazzi e ragazze, Valentina Sommaruga continua a calcare le passerelle di tutta Italia, diventando un simbolo di rinascita.