C’è chi al Salone Internazionale del Libro di Torino arriva con l’ultimo romanzo di tendenza, chi con un saggio destinato a far discutere, e poi c’è Salone Internazionale del Libro di Torino visto da Bardineto: un pullman carico di entusiasmo, orgoglio di paese e profumo di cucina di casa.
Il 16 maggio sarà il turno di Elio Brossa, scrittore e consigliere comunale del Comune valligiano con deleghe alla cultura, agli eventi e alla collaborazione con la Pro Loco, che presenterà il suo libro dal titolo già tutto un programma: “Ricette culinarie in salse metropolitane”. Un volume che mescola tradizione familiare e qualche licenza personale, nato anni fa insieme alla casa editrice Edizioni del Delfino Moro e oggi tornato in libreria per una seconda vita editoriale.
"È un libro che ha preso bene e continua a piacere", racconta Brossa con la soddisfazione di chi ha visto una ricetta di famiglia finire su un banco di una fiera internazionale. Dentro, ci sono Liguria e Piemonte che si stringono la mano, grazie anche a una biografia domestica già di per sé bilingue gastronomico: moglie mezza ligure, marito decisamente piemontese, e una tavola che sembra un trattato di diplomazia culinaria.
A Bardineto, del resto, la cultura passa anche da qui: tra una ricetta e una risata. "Si mangia e si beve bene, e si fanno spesso quattro risate", racconta Brossa, che da 14 anni ha scelto il paese valbormidese come casa e laboratorio di iniziative culturali. Non solo libri: biblioteca rinnovata, club del libro attivo, e uno sguardo già puntato all’estate con un festival del libro di montagna in preparazione.
La domanda che aleggia, inevitabile, è perché a 76 anni impegnarsi ancora in politica e cultura con tanta energia. La risposta è disarmante nella sua semplicità: "Voglio molto bene al sindaco Basso, è un amico. Mi ha chiesto di candidarmi e ho accettato subito, a una condizione: avere spazio per la cultura. È la cosa che so fare meglio".
Così nasce un piccolo ecosistema culturale dove il libro non è solo oggetto, ma occasione. E dove anche un volume di ricette diventa pretesto per raccontare un territorio, una comunità e un modo di stare insieme. A Torino, dunque, Bardineto non porterà solo un autore, ma una delegazione di paese. Con la convinzione che, tra una pagina e l’altra, la cultura possa ancora avere il sapore semplice delle cose fatte in casa.