Non capita tutti i giorni che un paese ligure si trasformi in crocevia di spartiti, libri e fisarmoniche. Ma a Carcare, si sa, la noia non è di casa. E così, grazie all’iniziativa di Sandro Cazzani, la giornata si è tinta di musica e cultura con ospiti d’eccezione: Leone Facoetti, presidente e direttore artistico del Festival in Villa con sede a Villa di Serio (BG), e Pietro Barcella, segretario artistico e co-autore del volume “Itinerario musicale culturale italiano”, un viaggio enciclopedico tra oltre 400 grandi protagonisti della musica italiana.
Una specie di “Google Maps della musica” (e non solo), ma con più poesia e meno traffico. Ad accogliere la delegazione, il sindaco Rodolfo Mirri e l’assessore alla cultura Beatrice Scarrone, con il giusto mix di istituzionalità e curiosità. Poi via, tra le vie del borgo, guidati da Luigi Bertino, in una visita che ha alternato storia locale e racconti da “dietro le quinte” che difficilmente finiscono nei dépliant turistici.
Tappa obbligata anche al Liceo Calasanzio, dove la cultura ha fatto capolino tra banchi e corridoi, dimostrando che non esiste età per un buon incontro musicale.
Non poteva mancare il momento “pop”: l’incontro con il cantante Michele, a suggellare il ponte tra tradizione e contemporaneità.
E quando la cultura chiama, Carcare risponde… con la farinata. Degustazione doverosa della specialità locale, perché ogni viaggio serio prevede anche una componente gastronomica altrettanto seria (e leggermente unta, come da tradizione).
Il percorso è poi proseguito tra le pagine del Museo Anton Giulio Barrili e la biblioteca di Villa Barrili, alla presenza di padre Stefano Locatelli, dove il tempo sembra scorrere più lentamente e con più rispetto per i libri.
Il momento clou – quello che resterà probabilmente nei racconti ancora per anni – è arrivato con la scoperta delle circa 900 fisarmoniche custodite nella proprietà della vedova Torterolo. Novecento. Non nove, non novanta. Novecento. Un numero che da solo meriterebbe un concerto.
La giornata si è chiusa come nelle migliori tradizioni culturali italiane: scambio di libri, sorrisi e promesse di rivedersi presto. Magari per trasformare questa visita in qualcosa di più strutturato: un evento, un festival, o almeno una nuova scusa per tornare a Carcare.