È iniziato questa mattina (8 maggio, ndr), con la visita al Memoriale del campo di concentramento di Dachau, il "Viaggio della Memoria 2026" organizzato dalla Sezione Aned di Savona.
La delegazione è guidata dal presidente Simone Falco e dal vice, nonché vicario, professor Jacopo Marchisio che accompagneranno i 40 studenti degli istituti superiori della provincia di Savona vincitori del Concorso Aned 2026 nella visita ai campi di sterminio nazisti di Ebensee, Gusen, Mauthausen e del Castello di Hartheim, dove furono deportati e assassinati gli operai degli scioperi del 1 marzo 1944 e gli uomini e le donne della Resistenza del Savonese. Di questi, più del 90% non fece ritorno a casa.
Il progetto del "Viaggio della Memoria" è stato possibile grazie al patrocinio e al contributo di Regione Liguria, Fondazione De Mari, Unione Industriali di Savona, dall'Isrec di Savona, dall'Anpi di Savona e dalle sezioni di Valleggia e Loano, dall'Associazione Sandro Pertini, dai sindacati confederali Cgil e Cisl, dalla Provincia di Savona e da 30 Comuni (tra cui Savona, Alassio, Albenga, Andora, Loano, Pietra Ligure, Vado Ligure, Quiliano, Cairo Montenotte, Carcare, Varazze, Celle Ligure, Albissola Marina, Albisola Superiore, ai quali da quest'anno si sono uniti Garlenda e Borgio Verezzi).
Quest'anno il tema della cerimonia in ricordo della liberazione del campo di sterminio di Mauthausen, prevista il 10 maggio e alla quale presenzierà anche il vicepresidente del Consiglio Regionale Roberto Arboscello, si focalizza sui perpetratori nel nazionalsocialismo, analizzando il funzionamento del sistema dei campi di concentramento nazisti, in particolare quello di Mauthausen.
"Il sistema - ricordano dall'Aned - non funzionava solo grazie agli ordini dall’alto, ma grazie alla partecipazione attiva di migliaia di persone: membri delle SS, guardie, personale amministrativo, medici e anche prigionieri con ruoli di controllo (kapò). Il campo era inserito in una rete complessa legata all’economia, al lavoro forzato e a numerosi sottocampi".
Aned ricorda quindi quelle che sono le lezioni per il presente, "rivolte alle future generazioni, come previste nel Giuramento di Mauthausen: bisogna contrastare ogni forma di linguaggio disumanizzante e odio verso gruppi sociali; non si può giustificare un crimine con la semplice obbedienza agli ordini; è essenziale difendere lo Stato di diritto e la democrazia; serve promuovere una cultura del coraggio e della responsabilità individuale".
Il documento richiama anche l’attualità: "La crescita di estremismi, antisemitismo, disinformazione e attacchi ai diritti dimostra quanto sia necessario restare vigili e difendere i valori democratici", concludono dall'Aned provinciale.