Attualità - 14 maggio 2026, 12:30

Aurelia bis, il cantiere verso la ripartenza: lunedì 18 maggio nuovo via ai lavori, i sindacati: “Ora certezze su occupazione e sicurezza”

Infratech pronta a riaprire le operazioni per chiudere il primo lotto dell’infrastruttura. Per i sei operai coinvolti clausola di salvaguardia occupazionale e reintegro con nuova assunzione

Mentre il prossimo 18 maggio si prepara a ripartire, dopo anni di rallentamenti, interruzioni e cambi di appalto, il cantiere per il completamento del primo lotto di Aurelia bis tra le Abissole e Savona, sembrerebbero arrivare buone notizie anche dal punto di vista occupazionale per gli operai coinvolti. Un tema affrontato oggi durante l’incontro in Regione Liguria tra Anas, l’assessore regionale alle Infrastrutture Giacomo Giampedrone e le organizzazioni sindacali.

Al centro del confronto la situazione dei sei lavoratori (cinque operai e un impiegato amministrativo, ndr) rimasti senza occupazione dopo il subentro del Consorzio Infratech alla ditta Italiana Costruzioni Infrastrutture (ICI), estromessa dall’appalto in seguito alla rescissione del contratto.

La ripartenza dei lavori arriva dopo il subentro del Consorzio Infratech alla Italiana Costruzioni Infrastrutture (ICI), società estromessa dall’appalto dopo la rescissione del contratto. Proprio nei giorni scorsi i lavori sono stati formalmente consegnati alla nuova impresa, che ha presentato anche il cronoprogramma: la conclusione dell’intervento viene stimata in circa 900 giorni, quasi tre anni, con un costo complessivo dell’opera che si aggira intorno ai 62 milioni di euro e potrebbe ulteriormente crescere a causa dei ripristini necessari dopo il lungo stop del cantiere, completato attualmente per circa l’85%.

A commentare l’esito dell’incontro è Andrea Tafaria, segretario generale della Filca Cisl Liguria, che parla di un primo risultato concreto dopo mesi di incertezza: “Se vogliamo puntare sul rilancio delle infrastrutture in Liguria il completamento dell’Aurelia Bis di Savona rappresenta una necessità ma oggi la priorità era quella di dare finalmente una certezza ai sei lavoratori, cinque operai e un impiegato amministrativo, che sono senza occupazione dopo il cambio di appalto con l’ingresso del Consorzio Infratech”.

Secondo quanto emerso dal tavolo, Anas e Regione avrebbero garantito l’attivazione della clausola di salvaguardia occupazionale, con il reintegro in tempi brevi dei lavoratori esclusi dal nuovo assetto del cantiere. “Abbiamo ricevuto dai nostri interlocutori garanzie precise e chiare sull’attivazione della salvaguardia occupazionale - sottolinea Tafaria - che prevede l’assunzione in tempi brevissimi di questi lavoratori che da anni stanno seguendo il cantiere e purtroppo in diverse occasioni hanno pagato un prezzo pesante per le continue sofferenze dell’azienda che stava eseguendo l’opera: finalmente possiamo voltare pagina e la giornata di oggi è stata molto positiva”.

Anche Cgil Savona e Fillea Cgil Savona e Liguria accolgono positivamente la ripartenza del cantiere, sottolineando però la necessità di aprire immediatamente un confronto con il nuovo soggetto esecutore. “Abbiamo chiesto un incontro urgente con il Consorzio Infratech sia per conoscere il cronoprogramma sia per definire le tutele per gli edili occupati - spiegano - dobbiamo avere informazioni precise sul numero dei lavoratori coinvolti, l’applicazione puntuale delle misure su salute e sicurezza e l’organizzazione dei turni e degli orari di lavoro, l’applicazione del contratto nazionale di lavoro e il reintegro immediato della manodopera presente nel cantiere”.

I sindacati pongono inoltre l’attenzione sul tema della manodopera locale, chiedendo che venga valorizzata l’esperienza degli edili savonesi espulsi dal settore negli ultimi anni. “Sull’occupazione una attenzione particolare è stata chiesta per la manodopera locale espulsa dal settore per la quale si chiede la ricollocazione”, spiegano ancora lato Cgil.

Anche da Cisl Tafaria rilancia sullo stesso punto: “Auspichiamo anche da parte del Consorzio Infratech un’attenzione verso gli edili di Savona e della Liguria che ad oggi sono senza lavoro ma con competenze qualificate per poter essere integrate all’interno del cantiere”.

Per il territorio savonese, dunque, la ripartenza dell’Aurelia Bis non rappresenta soltanto il tentativo di chiudere una delle opere pubbliche più travagliate degli ultimi anni, ma anche un banco di prova sul fronte dell’occupazione e della tenuta del comparto edilizio locale.

Redazione