Incontro finale alla sala Pavia di Laigueglia per la restituzione dei laboratori tenuti dal Centro Antiviolenza Artemisia Gentileschi di Albenga presso la scuola primaria Badarò. L’incontro, aperto sia ai giovanissimi studenti sia alle loro famiglie, ha rappresentato il culmine del lavoro approfondito effettuato nelle classi durante l’anno scolastico che si sta concludendo, in particolare dalle conduttrici Erika Morano (formatrice), Carla Paura (arteterapeuta) e Monica Maggi.
Quest’ultima ha portato la collaborazione dell’associazione “Cosa vuoi che ti legga?”, invitando i bambini alla lettura e a considerare il libro come mezzo per relazionarsi e crescere. I laboratori, che avevano come titolo “Crescere nel rispetto. Stereotipi, pregiudizi e discriminazioni”, hanno guidato i bambini a essere loro stessi scopritori dell’importanza di valori come la parità di genere, il rifiuto di ogni tipo di violenza nei rapporti interpersonali e l’abbattimento dei tanti pregiudizi culturali e sociali che spesso ancora resistono ai giorni nostri.
Sono stati gli stessi gruppi delle varie classi a presentare i risultati del loro lavoro, attraverso letture, animazioni e la proiezione di filmati da loro stessi realizzati nella scuola. All’incontro erano presenti anche la presidente del CAV Gentileschi, Laura Dagnino, la vice Iride Giraudo e la coordinatrice Raffaella Pozzoli.
“Come Amministrazione siamo particolarmente soddisfatti del lavoro svolto – commenta l’assessore alla scuola Giampaolo Giudice –. Conoscevamo la professionalità della Gentileschi, ma siamo rimasti comunque piacevolmente colpiti dall’entusiasmo e dall’empatia delle operatrici, tra l’altro tutte volontarie. Un particolare ringraziamento va anche all’associazione Cosa vuoi che ti legga? e alle insegnanti della scuola Badarò, sempre pronte a dare quel qualcosa in più che rende il nostro plesso scolastico un fiore all’occhiello del nostro paese.
La coscienza di valori come la parità di genere e la consapevole accettazione di ogni diversità è un germe che va inoculato dalla scuola fin dalla più tenera età, perché possa crescere e diffondersi tra i cittadini di domani”.