La Val Bormida torna a mobilitarsi contro il progetto del termovalorizzatore. Questa sera, alle 20.30 presso il Centro Polifunzionale di Carcare, è in programma un’assemblea pubblica promossa dai sindaci di Altare, Carcare e Murialdo per ribadire un netto no all’impianto.
Il messaggio scelto per accompagnare l’iniziativa è esplicito: “Diciamo no all’inceneritore, difendiamo la nostra valle”. Un segnale che sintetizza una posizione ormai condivisa da amministrazioni locali, cittadini e associazioni, sempre più preoccupati per le possibili ricadute ambientali e sanitarie dell’opera.
Secondo i sindaci Rodolfo Mirri, Roberto Briano e Michele Franco, “non sussistono le condizioni per ospitare impianti che possano ulteriormente aggravare, anche solo potenzialmente, il carico ambientale del nostro territorio”. Una presa di posizione netta, che si inserisce in un contesto di crescente mobilitazione dal basso.
Il fronte del no si rafforza infatti anche tra i cittadini, che vedono nel progetto un rischio per un’area già segnata da una lunga storia industriale. La Val Bormida porta ancora le tracce di decenni di attività produttive pesanti e di emergenze ambientali che hanno lasciato un’impronta profonda nella memoria collettiva.
Al centro del dibattito resta così il nodo del futuro del territorio: da un lato la gestione dei rifiuti e le esigenze infrastrutturali, dall’altro la tutela ambientale e la qualità della vita. Un equilibrio difficile che continua a dividere e a interrogare la valle.