Sanità - 15 maggio 2026, 15:15

Chiusura del 118, i gruppi di maggioranza a Savona: "Una decisione grave e incomprensibile che penalizza il territorio"

Chiesto alla Regione di fermato questo progetto aprendo un confronto con amministratori locali, operatori sanitari, sindacati e cittadini

"La prospettata chiusura della centrale operativa del 118 di Savona rappresenta una decisione grave e incomprensibile, che rischia di indebolire drasticamente il sistema di emergenza sanitaria del ponente ligure". 

A dirlo i gruppi consiliari di maggioranza in Comune a Savona composti dal Partito Democratico, il Patto per Savona, Riformiamo Savona, Savona in Azione e Sinistra X Savona.

Il centralino, nato nel 1984 a Savona, un vero e proprio fiore all'occhiello esportato in tutta Italia,  verrà accorpato, entro fine 2026 insieme a La Spezia, con Genova come già avvenuto con Lavagna ed Imperia. Un passaggio da cinque centrali operative a una sola voluto dalla giunta del presidente Marco Bucci. L’obiettivo dichiarato dalla Regione è quello di uniformare e rendere più efficiente la gestione delle emergenze, ma il percorso non è privo di tensioni.

"Concentrare tutto il servizio presso il solo polo di San Martino a Genova significa allontanare ulteriormente i centri decisionali dai territori, ignorando le specificità geografiche, infrastrutturali e demografiche della provincia savonese - proseguono - Il 118 non è un semplice centralino: è un presidio strategico che garantisce tempestività, coordinamento e conoscenza diretta del territorio. In una provincia lunga e complessa come quella di Savona, caratterizzata da collegamenti difficili, aree interne e forte afflusso turistico stagionale, ridurre la presenza locale significa aumentare i rischi per cittadini, lavoratori e visitatori".

"È inaccettabile che, ancora una volta, il ponente venga penalizzato da una visione centralista che concentra servizi essenziali su Genova, impoverendo progressivamente le realtà periferiche - continuano Pd, Patto per Savona, Riformiamo Savona, Savona in Azione e Sinistra X Savona - Chiediamo con forza alla Regione Liguria di fermare questo progetto e di aprire immediatamente un confronto con amministratori locali, operatori sanitari, sindacati e cittadini. Difendere il 118 di Savona significa difendere il diritto alla salute, la sicurezza delle persone e la dignità di un intero territorio. Su questi temi non possono esistere tagli né logiche di risparmio: quando si parla di emergenze, ogni minuto può salvare una vita".

Secondo la Regione, il nuovo modello consentirà una gestione più coordinata delle chiamate e dei mezzi di soccorso, anche grazie a sistemi avanzati di geolocalizzazione e triage telefonico. Non mancano però le critiche.

Dalla Regione, invece, arrivano rassicurazioni: il servizio non subirà peggioramenti e i cittadini non noteranno differenze, come già avvenuto nel Tigullio, dove l’accorpamento è stato “invisibile” per l’utenza. 

"L'unificazione delle centrali operative era un qualche cosa che noi già avevamo portato avanti direi quasi un anno fa con una delibera che proprio andava in quella direzione, abbiamo iniziato col Tigullio che abbiamo unificato a novembre, adesso è la volta di Imperia e poi sarà la volta di Savona e Spezia e entro fine anno avremo un'unica centrale operativa con anche parallelamente un numero unico per la bassa emergenza che è il 116-117, un unico intero che servirà a tutto il territorio regionale, per cui insomma nel giro di pochi mesi veramente il sistema sia di emergenza-urgenza ma anche del numero a bassa complessità verrà completamente cambiato ovviamente con l'obiettivo di migliorare quanto già non c'è" aveva dichiarato a Sanremonews l'assessore regionale alla sanità Massimo Nicolò