Attualità - 16 maggio 2026, 15:21

Spotorno, ecco il bando per gli 8 stabilimenti senza “suppletive”. Gestione fino a ottobre, resta il rebus dei tempi

Pubblicato l’avviso pubblico, i concessionari dovranno rimuovere le strutture amovibili presenti

Dopo mesi di dibattito e anche la percorrenza di strade legali e amministrative, il Comune di Spotorno ha pubblicato il bando pubblico per l'affidamento per la stagione estiva 2026 delle otto concessioni balneari che non avevano in passato scelto di aderire alla proposta dell’Amministrazione Fiorini di sottoscrivere le cosiddette “suppletive”, modificando le precedenti assegnazioni per prorogarne il termine fino ai bandi per il prossimo anno, e la successiva proroga.

La gara coinvolge i Bagni Premuda, Le Ville, Tamurè, Santa Maria, Kontiki, La Torre, Ancora e Palace. Si tratta di stabilimenti, alcuni dei quali storici per il litorale spotornese, di diverse dimensioni e con canoni annuali che variano dai 3.400 ai 5.800 euro, che ancora per quest’anno cercano un gestore con la vecchia conformazione del litorale. Un affidamento “transitorio”, concludendosi tassativamente il 10 ottobre 2026: dopodiché, in vista della prossima stagione, anche queste concessioni saranno rivisitate secondo quello che al momento è il nuovo Pud comunale.

L'assegnazione premierà l'offerta economicamente più vantaggiosa, valutata su un totale di 100 punti , equamente divisi tra "Offerta tecnica" (50 punti) e "Offerta servizi" (50 punti). L'amministrazione ha deciso di puntare con decisione sulla sostenibilità ambientale: i concorrenti potranno ottenere fino a 15 punti per la scelta di materiali naturali ed eco-compatibili , altri 15 punti per l'impiego di manufatti amovibili a basso impatto per il superamento delle barriere architettoniche e ben 20 punti per l'installazione di impianti a energie rinnovabili, come i pannelli solari.

Sul fronte dei servizi, la parola d'ordine è "fare rete". Il bando assegna fino a 25 punti a chi si impegnerà a sottoscrivere convenzioni con enti terzi per offrire servizi aggiuntivi come corsi sportivi, baby-sitting o bus navetta. Ulteriori 25 punti sono previsti per la creazione di accordi con le attività di ristorazione e ricettività già presenti sul territorio. 

Inoltre, per i lotti corrispondenti ai Bagni Tamurè (Lotto C), La Torre (Lotto D) e Santa Maria (Lotto E), è prevista una clausola vincolante: in caso di vittoria, i gestori avranno l'obbligo di sottoscrivere un contratto di locazione per alcuni locali sottostrada di proprietà comunale, ritenuti strettamente funzionali all'esercizio dell'attività balneare.

Se i criteri di gara delineano quella che è l’offerta turistica richiesta dall’Amministrazione, a preoccupare profondamente gli otto concessionari uscenti è l’incrocio di date e scadenze burocratiche. I plichi con le offerte dovranno essere consegnati entro le ore 12:00 del ventesimo giorno successivo alla pubblicazione dell’avviso: una scadenza che andrebbe quindi alla prima settimana di giugno, in contrasto con l’ordinanza della Capitaneria di Porto che individua nel 1° giugno l’inizio minimo della stagione balneare.

In quella data gli stabilimenti dovrebbero già garantire il servizio di salvamento e l’accesso ai bagnanti. Tra procedure di assegnazione e verifica, diventa così improbabile che i futuri gestori possano allestire le spiagge prima di fine mese.

A complicare ulteriormente il quadro, come ricordato nell’avviso pubblico emanato ieri dal Comune, c’è l’ordinanza emessa dall’Amministrazione il 5 marzo scorso (e comunicato il giorno 12 dello stesso mese), con riferimento agli articoli 54 e 116 del Codice della Navigazione, di rimozione delle strutture amovibili presenti, mentre quelle inamovibili sono destinate a restare sull’area e a formare oggetto del compendio da gestire una volta attribuita la concessione all’esito della procedura. Gli operatori hanno 90 giorni di tempo per “sgomberare tali aree e restituirle in pristino stato secondo la disciplina di settore vigente”. In parole povere, entro il 12 giugno le spiagge dovranno essere svuotate per poi essere riallestite da capo in caso di riaggiudicazione.