Politica - 17 maggio 2026, 15:44

Termovalorizzatore, Briano: "Basta rivalità, tutti i sindaci sapevano dell’assemblea di Carcare"

Il primo cittadino di Altare: "È una questione politica, perché si tratta di un progetto della Regione". Mirri chiude la polemica con Dotta

Non si placano le polemiche in Val Bormida dopo l’assemblea pubblica sul termovalorizzatore, svoltasi venerdì scorso a Carcare. Al centro del dibattito restano l’organizzazione dell’incontro e il successivo botta e risposta tra amministratori locali. Nelle ultime ore è intervenuto anche il sindaco di Altare, Roberto Briano, promotore dell’iniziativa insieme ai colleghi Rodolfo Mirri (Carcare) e Michele Franco (Murialdo).

Briano ha voluto chiarire la genesi dell’assemblea, respingendo le critiche rivolte alla gestione dell’evento: “L’assemblea è stata promossa da tre sindaci. Quindi o si attacca tutti o nessuno. Non è corretto prendere di mira una sola persona”.

Il sindaco di Altare ricorda di aver proposto, durante la riunione che aveva portato alla sottoscrizione del secondo documento unitario contro il progetto da parte dei 19 sindaci della valle, un incontro pubblico coinvolgendo anche agli amministratori della Riviera. Un’ipotesi che, però, non avrebbe avuto seguito.

Secondo Briano, inoltre, la comunicazione dell’evento era stata condivisa con tutti gli amministratori coinvolti: “La locandina dell’assemblea è stata diffusa nella chat dei sindaci. Tutti erano a conoscenza dell’iniziativa”. Sul tema del termovalorizzatore ha quindi ribadito la necessità di un confronto ampio, senza divisioni territoriali: “Tutti abbiamo il diritto di esprimerci su un tema così importante, non solo i Comuni direttamente interessati dal progetto”.

Da qui anche l’invito a superare le contrapposizioni politiche: “È il momento di mettere da parte le rivalità. Si dice che questa non sia una questione politica, ma non è così: il progetto è della Regione e quindi la politica c’entra eccome”.

Il sindaco ha poi rilanciato l’idea di una mobilitazione più ampia: “Credo che con le sole riunioni si rischi di non ottenere risultati. Forse è il caso di scendere in piazza. L’inceneritore non va fatto, né in Val Bormida né in altre zone della Liguria: non ha senso. Non possiamo pensare che, se non viene costruito sotto casa nostra, allora il problema non ci riguardi”.

Briano ha infine riconosciuto la possibilità di incomprensioni tra amministratori, invitando però a un cambio di passo: “È arrivato il momento di fare un ulteriore salto di qualità, non limitandosi a scrivere, ma mettendoci la faccia pubblicamente. Sono contrario al termovalorizzatore perché ho le mie idee, non perché abbia ricevuto imposizioni dal Partito Democratico”.

Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Carcare, Rodolfo Mirri, che ha replicato alle critiche del collega di Cengio, Francesco Dotta, con toni decisi: “Faccio politica dal 1982 e non cerco visibilità, perché non ne ho bisogno. L’ho già avuta facendo l’arbitro in Serie A, in stadi da 80mila persone. Chiudo qui questa polemica becera: ci sono questioni molto più importanti da affrontare in questo momento”.