Cronaca - 19 maggio 2026, 08:28

Tragedia alle Maldive, al via il recupero dei corpi dei quattro sub italiani: “Operazioni complesse e massima prudenza”

Individuate le salme nel sistema di grotte sommerse di Dhekunu Kandu. Dan Europe: “Interventi a finestre operative limitate per l’elevata pericolosità dell’ambiente subacqueo”

Proseguono alle Maldive le delicate operazioni di recupero dei corpi dei quattro sub italiani morti nel sistema di cavità sommerse di Dhekunu Kandu, nell’Atollo Vaavu. Dopo l’individuazione delle salme nella giornata di ieri, i soccorritori stanno ora affrontando una missione particolarmente complessa, resa difficile dalle condizioni estreme dell’ambiente subacqueo.

A spiegare le criticità dell’intervento è Dan Europe, organizzazione medica e scientifica internazionale no-profit specializzata nella sicurezza subacquea, nella gestione delle emergenze e nella ricerca, impegnata direttamente nelle operazioni di recupero. In una nota, l’organizzazione sottolinea che “le prossime operazioni di recupero saranno condotte per fasi successive, con finestre operative limitate e un’impostazione estremamente prudente, alla luce dell’elevata complessità dell’ambiente subacqueo”.

L’operazione viene condotta in stretto coordinamento con la Maldives National Defence Force, il cui supporto logistico e operativo è considerato essenziale in tutte le fasi della missione. Accanto ai militari maldiviani operano anche sub esperti locali, conoscitori dell’area e delle caratteristiche della grotta marina dove è avvenuta la tragedia.

Secondo quanto riferito da Dan Europe, il contesto operativo presenta rischi elevatissimi. L’ingresso della cavità si trova infatti tra i 55 e i 60 metri di profondità e conduce a passaggi stretti e cunicoli dove il sollevamento del sedimento può azzerare completamente la visibilità, costringendo all’immediata sospensione delle immersioni.

Per affrontare la missione vengono utilizzate attrezzature tecniche avanzate, tra cui rebreather a circuito chiuso, in grado di riciclare i gas respiratori, scooter subacquei ad alta potenza e sistemi di supporto vitale ridondanti. In superficie è stato predisposto un articolato dispositivo medico e logistico, con la presenza costante di un medico iperbarico e di una barca-ambulanza pronta a intervenire in caso di emergenza.

L’intera operazione potrebbe richiedere diversi giorni. Ogni immersione, spiegano gli esperti, ha una durata indicativa di circa tre ore, ma le tempistiche effettive dipenderanno dalle condizioni riscontrate all’interno della grotta e dalla necessità di garantire la sicurezza dei soccorritori.

La Farnesina ha confermato che i corpi dei quattro sub dispersi sono stati individuati nella giornata di ieri. Il primo corpo recuperato era stato quello di Gianluca Benedetti, ritrovato poco dopo l’incidente. Restavano invece ancora intrappolati nella cavità i corpi di Monica Montefalcone, della figlia Giorgia Sommacal, di Federico Gualtieri e di Muriel Oddenino.

Secondo il portavoce del governo di Malé, Mohamed Hussain Shareef, due salme dovrebbero essere recuperate nella giornata di oggi, mentre le altre due verranno riportate in superficie domani.

Le autorità maldiviane hanno infine precisato che i corpi sono stati localizzati nel terzo segmento della grotta del sito Cave Dive dell’Atollo Vaavu, durante un’immersione effettuata dalle squadre di soccorso specializzate.

Redazione