Mercoledì 3 giugno, alle ore 17.30, la Città di Cairo Montenotte vivrà un momento particolarmente significativo con l’apertura ufficiale alla cittadinanza del nuovo Spazio Artistico Culturale “Angelo Siri”, ricavato all’interno dell’ex Oratorio di San Sebastiano, in Piazza Savonarola.
A inaugurare questo nuovo luogo dedicato all’arte, alla cultura e alla memoria sarà la mostra “La segreta mania. Giovanni Verga fotografo”, visitabile dal 3 giugno al 12 luglio e allestita grazie alla collaborazione de “I Cavalieri dei Ricordi”. L’esposizione, realizzata grazie alle foto della Fondazione 3M — istituzione culturale permanente di ricerca e formazione e proprietaria di uno storico archivio fotografico di oltre 110 mila immagini — comprende fotografie scattate da Verga tra il 1887 e il 1902.
L’iniziativa si inserisce nel programma della quarta edizione della “Fiera del Libro - Fiorire con le storie”, creando un ideale dialogo tra letteratura, fotografia, immagine e racconto.
In mostra una novantina di fotografie che mettono in luce un aspetto meno conosciuto, ma profondamente affascinante, di Giovanni Verga: il suo rapporto con la fotografia. Universalmente riconosciuto come uno dei grandi protagonisti della letteratura italiana e come il principale interprete del Verismo, Verga coltivò infatti anche una personale passione per l’immagine fotografica, una “segreta mania” capace di rivelare un lato più intimo e visivo dello scrittore siciliano.
I soggetti sono legati soprattutto alla Sicilia, in particolare a Catania, Vizzini e ai territori circostanti, ma non mancano riprese realizzate in Svizzera, a Como, Bormio, sul Lago Maggiore e sul Lago di Como. Accanto ad amici e familiari, Verga fotografa personale di servizio, gente comune e bambini, in profondo dialogo con la sua produzione letteraria. La mostra permette così di avvicinarsi a Verga da una prospettiva diversa, scoprendo il legame tra parola e immagine, tra letteratura e sguardo fotografico. Accanto all’autore dei grandi capolavori del Verismo emerge un fotografo curioso e attento, capace di cogliere frammenti di realtà e restituirli con immediatezza.
Particolare valore assume il luogo scelto per ospitare l’esposizione: l’ex Oratorio di San Sebastiano, dopo un percorso di recupero, viene restituito alla città come Spazio Artistico Culturale “Angelo Siri”, un nuovo ambiente pubblico destinato a ospitare mostre, incontri, iniziative culturali e artistiche.
"Un edificio storico torna così a vivere e viene messo a disposizione della cittadinanza con una nuova funzione, diventando luogo di incontro, valorizzazione culturale e promozione del patrimonio cittadino — spiega il sindaco Paolo Lambertini —. L’intitolazione ad Angelo Siri vuole essere un segno di riconoscenza verso una figura legata al territorio, il cui lascito ha contribuito in modo determinante al recupero della struttura. La mostra si inserisce inoltre nel percorso di valorizzazione di Cairo Montenotte come “Città della Pellicola”, identità che richiama la storia industriale e culturale legata a “Ferrania” e alla produzione fotografica e cinematografica. In questo contesto, l’esposizione dedicata a Verga fotografo assume un significato ancora più particolare, unendo la memoria della pellicola, il linguaggio dell’immagine e la grande tradizione letteraria italiana".
Affacciato su Piazza Savonarola, l’Oratorio di San Sebastiano rappresenta un luogo di rilevante valore storico, religioso e civile per la città. La sua presenza è attestata da tempo molto antico: già nel 1317 vi si svolse un atto pubblico con la partecipazione di rappresentanti della Comunità e di altre autorità.
Legato ai Minori Osservanti del Convento di San Francesco, l’oratorio fu sede della Compagnia dei Disciplinanti, detti anche Battuti o Confraternita di San Sebastiano, obbedienti alla regola di San Carlo e custodi di reliquie. Accanto alla funzione religiosa, esso svolse anche un’importante funzione sociale, essendo connesso ad attività di assistenza e sostegno alla popolazione.
L’attuale edificio fu costruito dopo la dismissione del precedente oratorio: nell’allora Piazza San Martino, poi divenuta Piazza dell’Oratorio e infine l’odierna Piazza Savonarola, venne acquistata e demolita la vecchia Casa del Savio e, sul suo sedime, fu edificato il nuovo oratorio, inaugurato il 27 giugno 1823. Per lungo tempo esso rimase strettamente legato alla vita religiosa e civile della città.
Con il venir meno della sua originaria destinazione, l’edificio fu nel tempo adibito a usi diversi: dapprima sede degli scout, poi palestra e successivamente magazzino. Il progressivo abbandono e la mancanza di manutenzione ne hanno determinato un marcato stato di degrado, compromettendone il decoro e la piena fruibilità.
Nel 2024 l’ex Oratorio è stato interessato da un primo importante intervento di recupero, con opere finalizzate alla riqualificazione della copertura, al restauro architettonico della facciata su Piazza Savonarola e degli esterni della torre campanaria, lavori ultimati all’inizio del 2025. In gran parte, tali interventi sono stati resi possibili grazie al lascito testamentario di Angelo Siri, il cui gesto di generosità ha contribuito in modo determinante alla restituzione di questo luogo alla città.