Sta tornando sempre più al centro delle attenzioni del mondo del lavoro il futuro di Piaggio Aerospace Baykar, con le preoccupazioni da parte del mondo sindacale che in questi giorni si sono fatte man mano più consistenti. A quasi un anno dal passaggio sotto il controllo di Baykar, l’azienda aeronautica che coinvolge direttamente anche lo stabilimento di Villanova d’Albenga non ha ancora sciolto - secondo quanto riferiscono i sindacati - i nodi principali legati al piano industriale, agli investimenti e alla prospettiva produttiva dei siti italiani.
L’ultima novità, secondo quanto emerso ultimamente, riguarda i vertici aziendali e sarebbe il passo indietro di Giovanni Tomassini. L’uomo voluto dalla proprietà turca nel ruolo di amministratore delegato nel luglio 2025 si vocifera potrebbe infatti lasciare il posto a una figura ad interim alla guida della società. Una prospettiva comunque ancora tutta da confermare.
Anche per questo, le segeterie nazionali di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm, con Simone Marinelli, Fabio Bernardini e Guglielmo Gambardella, hanno chiesto al Ministro Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, un incontro urgente alla presenza dei rappresentanti degli azionisti. L’obiettivo è ottenere un aggiornamento sullo stato di avanzamento del piano industriale e chiarimenti sulle ricadute che l’eventuale cambio manageriale potrebbe avere sulla nuova fase societaria.
Il punto centrale resta la mancanza di una cornice definita, mentre i sindacati chiedono da tempo - e con il passaggio alla nuova proprietà in particolare - tempi certi, investimenti verificabili e una visione chiara per il futuro produttivo e occupazionale. Il passaggio a Baykar era stato infatti accolto nei mesi scorsi come l’occasione per chiudere una lunga stagione di amministrazione straordinaria e aprire una nuova fase industriale. Oggi però, secondo quanto hanno lasciato intendere le organizzazioni sindacali, quelle garanzie devono tradursi in atti concreti.
La preoccupazione riguarda in particolare Villanova d’Albenga, sito strategico per il territorio savonese e per l’intera filiera aeronautica ligure. Sul caso interviene anche la Fiom Cgil Savona, con il segretario Cristiano Ghiglia, che chiama in causa direttamente le istituzioni locali: «Si attivi la Regione, è da tempo che sottolineiamo le criticità e l’assenza di prospettiva per lo stabilimento di Villanova. La situazione di Piaggio Baykar non può o non dev’essere ignorata dalla politica anche locale che ha dato determinate garanzie ad oggi disattese nella fase di vendita al gruppo turco».
E mentre i timori occupazionali tornano propotentemente nell’agenda sindacale per quanto concerne Piaggio Aerospace, la richiesta è chiara: sapere quale sarà la governance, quali investimenti verranno messi in campo, quali produzioni saranno sviluppate e quale ruolo avrà lo stabilimento savonese nella nuova azienda targata Baykar.