Attualità - 23 maggio 2026, 07:17

Spotorno, una raccolta fondi per salvare l’Oratorio di Santa Caterina: servono 180 mila euro. L’iniziativa della Confraternita

Si tratta di uno degli edifici più storici e rappresentativi della cittadina rivierasca, segnato dal tempo e dai danni di un tetto per lungo tempo danneggiato. Il recupero per strutture, interni e opere d’arte contenute al suo interno

Confida nella sensibilità cittadini, fedeli, turisti e sostenitori la Confraternita degli Oratori Riuniti della S.S. Annunziata e Santa Caterina di Spotorno per salvare uno dei simboli maggiormente identitari per la comunità spotornese: l’Oratorio di Santa Caterina d’Alessandria d’Egitto.

Nonostante il rifacimento del tetto nel 2012, lo storico edificio sacro di vico Santa Caterina si trova infatti a dover fare i conti coi danni causati negli anni precedenti proprio dallo stato non ottimale della copertura, con evidenti tracce di degrado in particolare sui muri e sulla volta.

L’obiettivo è ora eliminare le conseguenze del dilavamento e delle vecchie infiltrazioni, che si sono estese su gran parte delle superfici interne, attraverso un restauro conservativo dal rigoroso carattere filologico e storico, concordato con i funzionari della Soprintendenza, e che era stato presentato nei mesi scorsi durante una serata alla Sala Palace insieme alle opere di riqualificazione del Monte previste dal Comune.

Il progetto, già approvato dalla Soprintendenza dei beni paesaggistici e archeologici delle belle arti di Genova e redatto da architetti accreditati, prevede una spesa stimata di circa 180 mila euro. Una cifra importante, che la Confraternita, gestita da volontari e da un consiglio direttivo, non è in grado di sostenere autonomamente.

Da qui l’avvio di una raccolta fondi pensata per coinvolgere l’intera comunità, quasi sulla falsariga di quanto avvenuto nei mesi scorsi a Varigotti per il recupero del tetto della chiesa parrocchiale. Per contribuire al restauro sono state realizzate alcune piastrelle decorative raffiguranti la facciata dell’Oratorio di Santa Caterina. Chi lo desidera potrà acquistarle con un’offerta di 50 euro ciascuna, partecipando così concretamente alla salvaguardia del bene e lasciando una testimonianza del proprio sostegno.

A spiegare le ragioni dell’iniziativa è Gianni Rosa, priore pro tempore della Confraternita, che sottolinea la necessità di intervenire al più presto sugli interni dell’oratorio, oggi bisognosi di un urgente restauro conservativo per evitare un ulteriore aggravarsi delle problematiche: “La confraternita, gestita da volontari, non ha la disponibilità di questa cifra per poter affrontare e spendere per il restauro - spiega - Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti per mantenere e conservare le opere d’arte, quadri, crocifissi ed elementi decorativi pregiati che possiede l’oratorio”.

Il lavoro preparatorio al restauro, come presentato nella serata del Palace dai professionisti coinvolti, è stato preceduto da un’approfondita fase di studio che ha interessato anche la storia dell’edificio. Le sue origini più antiche non sono note con certezza, anche se alcune testimonianze rimandano già al Cinquecento, come la lunetta collocata in corrispondenza dell’ingresso. L’edificio, nelle forme attuali, venne poi quasi interamente ricostruito a partire dal 1720, fase della quale restano la decorazione a stucco e gli arredi lignei. Nell’Ottocento il patrimonio artistico si arricchì ulteriormente, anche con la cassa processionale commissionata nel 1881 ad Antonio Brilla.

L’équipe incaricata ha così effettuato saggi stratigrafici in diversi punti della volta, delle pareti e delle nicchie, affiancandoli all’analisi dei “Libri dei Conti”, registri conservati dai confratelli nel corso dei secoli, utili a ricostruire gli interventi succedutisi sull’edificio.

Le indagini hanno evidenziato come l’ultimo restauro, risalente all’incirca al 1970, avesse steso sulle superfici una patina uniforme che ha finito per appiattire gli elementi distintivi e la naturale bellezza dei volumi. Proprio per questo, il nuovo intervento punta a riportare il linguaggio architettonico dell’interno a un’impostazione settecentesca.

Il recupero è pensato per riguardare anche gli elementi lignei di maggior pregio, dagli storici scranni utilizzati dai confratelli alla maestosa ancona della pala d’altare, con l’obiettivo di restituire armonia ed eleganza all’intero complesso.

All’interno dell’oratorio è presente anche un presepe permanente con statuine in ceramica, realizzate, come le piastrelle decorative, dal Centro Sociale Anziani di Spotorno. L’edificio continua inoltre a essere luogo di culto: la celebrazione eucaristica viene officiata nelle domeniche mattina e nelle festività religiose da novembre a marzo, alle 9, con apertura fino alle 11 per consentire anche la visita al presepe.

Per informazioni è possibile scrivere via mail a oratorio spotorno@libero.it o telefonare ai numeri 334.2556105 o 348.4908411. Chi lo desiderasse, può effettuare una donazione all’Iban IT12S0538749500000047353237.