Savona - 28 maggio 2026, 14:48

Savona e Aned celebrano gli 80 anni della Repubblica con il “Concerto della Memoria”

Martedì 2 giugno nella Chiesa di Sant’Andrea in piazza dei Consoli. Sarà eseguita La Sinfonia n. 3 di Beethoven, dal profondo significato nel ricordo degli orrori dei lager

Si terrà martedì 2 giugno 2026, alle 21, nella Chiesa di Sant’Andrea in piazza dei Consoli a Savona, il “Concerto della Memoria” promosso dalla sezione ANED ETS Savona in occasione dell’80° anniversario della fondazione della Repubblica Italiana. L’iniziativa sarà presentata domani, venerdì 29 maggio, alle 11.30, nel corso di una conferenza stampa nella stessa Chiesa di Sant’Andrea, alla presenza dell’assessore alla Cultura del Comune di Savona, Nicoletta Negro.

Il concerto, organizzato in collaborazione con l’Orchestra Sinfonica di Sanremo, si inserisce nel programma delle iniziative promosse da ANED Savona, che quest’anno hanno già compreso il Viaggio della Memoria, svoltosi dal 7 all’11 maggio in occasione dell’81° anniversario della liberazione dei campi di sterminio nazisti.

Al centro della serata vi sarà l’esecuzione integrale della Terza Sinfonia “Eroica” di Ludwig van Beethoven. La scelta del brano richiama un episodio di forte valore simbolico: secondo recenti ricostruzioni, nel maggio del 1945, al campo di Mauthausen, in occasione della partenza dei primi contingenti di sopravvissuti verso il ritorno a casa, un’orchestra improvvisata composta da ex deportati e soldati americani eseguì la Marcia funebre della Terza Sinfonia. Un gesto di memoria e riflessione, ma anche di riscatto della grande cultura austro-tedesca dopo la sua compromissione con gli orrori del nazismo.

L’esecuzione dell’“Eroica” sarà dunque il cuore del programma musicale, sottolineando anche il legame tra l’Italia, celebrata il 2 giugno, e il più ampio contesto europeo. Beethoven, infatti, è anche l’autore dell’Inno alla gioia, divenuto inno dell’Unione Europea. Durante la serata sarà inoltre letto il testo del Giuramento di Mauthausen, documento politico con cui gli ex deportati di tutte le nazioni, al momento del ritorno a casa, chiesero al mondo libero un impegno concreto per i diritti umani, la giustizia sociale e la solidarietà internazionale.

“La Sinfonia n. 3 di Beethoven riveste per noi un significato del tutto speciale. Al suo interno c’è infatti la Marcia funebre che fu eseguita dall’orchestra dei prigionieri del campo di Mauthausen il 16 maggio 1945, pochi giorni dopo la liberazione”, ha dichiarato il presidente nazionale dell’ANED, Dario Venegoni.

“Per celebrare quel momento e per onorare i 90 mila uomini uccisi in quel Lager - ha aggiunto Venegoni - i superstiti avrebbero potuto eseguire brani della tradizione russa, o la nuova musica degli americani, cioè dei vincitori della guerra. Scelsero invece un brano della grande cultura della Germania, il Paese che per sette anni li aveva torturati, vilipesi, uccisi”.

Secondo il presidente nazionale dell’ANED, quella scelta ebbe “un enorme valore politico e culturale”, perché attraverso Beethoven i sopravvissuti rivendicarono di essere loro, gli antifascisti perseguitati da Hitler e Mussolini, “i degni eredi di quella cultura, e non i nazifascisti che quella eredità avevano usurpato a fini di propaganda”.

“Una lezione valida allora e ancora oggi e sempre - ha concluso Venegoni -: in un mondo libero anche la cultura e l’arte devono essere libere, senza confini e senza censure”.

Redazione